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Aridatece schiavismo e colonialismo

barconeSe le moltitudini di migranti che stanno approdando in Europa da Africa ed Asia fossero stati schiavi, molto probabilmente avrebbero viaggiato con maggior velocità e sicurezza, e soprattutto senza pagare profumatamente di tasca propria i trafficanti di esseri umani. Essi sarebbero stati una merce preziosa da far giungere in buone condizioni sul mercato per realizzare il maggior profitto. Una volta venduti, avrebbero lavorato forzatamente nelle attività più umili e faticose, come il lavoro nei campi e nelle stalle, o nelle costruzioni, o ancora come camerieri e badanti, e per i padroni che li comperavano, sarebbero stati un mero investimento produttivo, tanto migliore quanto più a lungo e bene gli schiavi avessero svolto la loro mansione. A tal fine sarebbe però stato necessario prendersi cura degli schiavi, allo stesso modo in cui ogni imprenditore si prende cura dei propri investimenti, facendo in modo che durino a lungo e rendano bene. Avrebbero dovuto essere forniti ad essi un tetto e di che vestirsi, oltre al cibo necessario per le loro fatiche, delle cure mediche in caso di necessità e verosimilmente anche un po’ di libertà per non rischiare rivolte e fughe.

Invece i migranti disperati che partono volontariamente da terre lontane, affrontano un viaggio lunghissimo e pieno di rischi pagato con duri sacrifici familiari e continuo sfruttamento. Non è la frusta dei trafficanti che li sprona ad andare avanti, ma fame, paura e speranza. Possono anche morire lungo la strada, verranno subito rimpiazzati, non hanno valore se non quello del costo del loro trasporto, versato sempre in anticipo. E ad ogni tappa c’è sempre qualcuno pronto ad approfittare del bisogno. Così pagano dieci, venti volte il prezzo che gli uomini liberi pagano per la stessa tratta, impiegando a volte anche anni. Quando finalmente sbarcano in Italia pensano giustamente di essere stati fortunati, ma l’illusione dura poco. Il tempo di arrivare a Rosarno o a Santa Maria Capua Vetere, e lavorare 12 ore chini sotto al sole per 20 euro, con cui pagarsi tutto, dal letto all’acqua, perché tutto ha un costo. Bisogna risparmiare qualcosa per quando non c’è lavoro, per quando ci si ammala, se non si muore prima, lasciando libero il posto per un altro disperato nel pulmino del caporale.

Se fossero stati schiavi, le centinaia di migliaia di disperati che stanno arrivando (e che ancor più arriveranno), il loro numero sarebbe stato limitato dalla domanda sul mercato degli schiavi. Invece così non c’è limite, verranno tutti quelli che ce la faranno. Sospinti dalla speranza e dagli altri che incalzano subito appresso, troveranno sempre più diffidenza e sfruttamento, malgrado i proclami alla solidarietà e all’accoglienza, la maggior parte resterà delusa.

Aridateci pure il colonialismo già che ci siamo, quando il flusso migratorio era l’inverso, dai paesi colonialisti si emigrava per civilizzare le colonie e gli indigeni li si andava a sfruttare a casa loro. Quando li si bombardava, ma si costruivano anche ferrovie, strade e città in cambio delle materie prime portate vie a forza. Oggi li si bombarda e deruba per interposta banda di fanatici, li si affama per legge di mercato e quelli scappano, da noi. Dove altro potrebbero andare?

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore