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Benvenuta Alba (Dorata)

ADIl campione greco che avrebbe dovuto sancire il riscatto di una nazione umiliata e immiserita, s’è calato le braghe. Non è stato un bello spettacolo e le conseguenze non tarderanno a farsi sentire. L’accordo fatto con le tre istituzioni internazionali (ipocritamente non chiamate col loro vero nome: troika), avrebbe potuto benissimo farlo un Samaras qualsiasi, senza illudere una nazione. Il fatto è che, come scriveva il Manzoni, il coraggio se uno non ce l’ha, non può certo darselo. E’ stato come decidere di imbracciare le armi per fare la Resistenza e poi cagarsi sotto al primo scontro a fuoco con il nemico e darsela a gambe. Meglio riconoscere prima i propri limiti e non imbarcarsi in una sfida più grande delle proprie possibilità.

Invece è accaduto che Tsipras abbia illuso un’intera nazione e con lei tutti i creduloni di una certa sinistra europea, speranzosi nella possibilità che il campione greco gli avrebbe tolto le castagne dal fuoco. Ben gli sta. Chi di speranza vive, disperato muore. Ma dopo la delusione arriva sempre la rabbia, e questa avrà un nome e cognome: Alba Dorata in Grecia, Front National in Francia e forse la Lega in Italia.

Il campione ateniese ha perso con ignominia, gettando nella merda ciò che restava di una sinistra critica. Ora non resta che la destra estrema a difesa della sovranità nazionale e di quel po’ di orgoglio patrio. La sinistra ha fallito perché non ha voluto rendersi conto che il progetto di unione europea null’altro è che un piano di predominio ed egemonia portato avanti con mezzi economici (finora) piuttosto che manu militari, come al tempo del Terzo Reich.

Se c’è un un aspetto positivo di questa vergognosa vicenda, questo consiste solo nel disvelamento di tale piano. Nessuno può più dire che la realtà non sia quella efficacemente stigmatizzata dal novantenne partigiano greco Manolis Glezos: non ci può essere nessun accordo tra oppressori ed oppressi.

Chi ha a cuore la propria patria, la sua indipendenza e la sovranità del popolo, è avvisato: occorrerà combattere, anche a costo della propria vita, per difendere ciò che migliaia di patrioti avevano conquistato con il loro sangue.

Oppure accettare di essere servi. Perché “Non ci può essere alcuna scelta democratica contro i trattati europei”, ed è affermazione del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore