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Come mandarli tutti a casa senza colpo ferire

Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo.
(Mahatma Gandhi)

Questo drammatico 2013 sta per finire, e questa è la buona notizia. La cattiva è che il prossimo anno non si preannuncia affatto migliore, a partire dall’aumento di 1,1 miliardi di tasse che dovremo pagare, e con una disoccupazione, che secondo tutte le previsioni continuerà a crescere di pari passo con il diffondersi della povertà, col nuovo anno s’avvicina sempre più l’entrata in vigore del Fiscal Compact, che richiederà tagli al debito pubblico per 50 miliardi l’anno, mentre i risparmi faticosamente accumulati dalle famiglie italiane s’assottigliano di giorno in giorno, i vecchi pensionati che stanno fornendo aiuto a figli e nipoti, vanno inesorabilmente diminuendo, e gli ammortizzatori sociali stanno arrivando a scadenza. Nel 2014 le banche italiane dovranno restituire i 200 miliardi ricevuti in prestito dalla BCE, oltre che affrontare stress test più stringenti, mentre già si ritrovano a far fronte all’aumento delle sofferenze. Tutto ciò lascia facilmente prevedere che il prossimo anno le banche stringeranno ancora di più i cordoni della borsa, ergo di soldi ne gireranno ancora meno.

SofferenzeBancarie

Nel frattempo la politica al potere vive sempre più separata dalla realtà, incapace di riformarsi e dare il buon esempio, tagliando sprechi, ruberie, stipendi e pensioni stratosferici che fanno impallidire quelli degli omologhi alti funzionari di altre grandi nazioni. E’ capace solo di imporre agli italiani il diktat di austerità voluto dai nostri creditori europei, incurante del massacro industriale e sociale che questo genera. Da più di due anni ci ritroviamo a fare i conti anche con la perdita di sovranità democratica, i governi vengono imposti dall’alto senza tenere minimamente conto dei risultati elettorali, forzando i partiti pro euro in una santa alleanza, come sta avvenendo un po’ dappertutto in Europa con i governi di larghe intese, dietro la minaccia dell’aumento dello spread, sempre in agguato per i governi recalcitranti.

Nonostante tutto ciò, o meglio, a causa di tutto ciò, la gente ha cominciato a protestare e scendere in piazza anche in assenza di una guida politica. E’ gente disperata che ha perso il lavoro, l’azienda o la casa costate anni di sacrifici, che si sente non solo lasciata sola dallo Stato, ma anche vessata da Equitalia e non ne può più di questa classe politica che riesce solo a ripetere il logoro ritornello della luce in fondo al tunnel, della ripresa dietro l’angolo, mentre attua provvedimenti che l’allontanano sempre di più. Finora la protesta è stata pacifica, ma la rabbia è tanta, così come la voglia di farla pagare a chi se la passa molto bene grazie alle tasse pagate dal popolo.

Forse proprio una rivolta fiscale generalizzata potrebbe dare la spallata finale e incruenta a questo regime di euro-parassiti incapaci di fare gli interessi della nazione, sia per inettitudine che per tornaconto personale. Una rivolta fiscale che tolga l’ossigeno a questo malato terminale che è la nostra casta politica e dirigenziale, impossibilitata ad indebitarsi ulteriormente o emettere moneta, per i vincoli da essa stessa contratti. Una forma di eutanasia indolore che, se ben attuata, richiederà pochi mesi. E questo auspicio vuole essere anche il mio augurio per il prossimo anno.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore