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Di male in peggio

Paul Krugman concludeva il suo post del 15 aprile scorso sul NYT, scrivendo: “I’m really starting to think that we’re heading for a crackup of the whole system.”

Davvero scrivere post di questo periodo rischia di trasformarsi in un riassunto delle cattive notizie che si accavallano negli ultimi giorni. Una Grecia senza governo, di nuovo alle urne a giugno con la previsione di vittoria dei partiti contrari al memorandum di sacrifici imposti dalla troika, è appena stata declassata a CCC da Moody’s. L’elezione di Hollande in Francia, deciso a spostare la politica europea verso la crescita, ha innervosito i mercati, anche se la Merkel, in arretramento nelle ultime elezioni in Germania, è ancora fortemente schierata per una politica di austerità (altrui). Le banche italiane e spagnole accumulano declassamenti a catena (26 italiane e 16 spagnole), mentre i risparmiatori, sempre più preoccupati, iniziano a ritirare i propri soldi dalle banche greche e spagnole. Il Movimento di Beppe Grillo, fautore dell’uscita dall’euro, si proietta a terzo partito italiano, puntando il dito sugli avvoltoi della speculazione internazionale che riescono a guadagnare ingenti somme sulle disgrazie altrui.

Lo spread italiano e spagnolo si avvicinano pericolosamente a quota 500, tanto da far dichiarare al premier Rajoy al parlamento, che a questi tassi il paese rischia di non potersi più finanziare, e nel frattempo è costretto a nazionalizzare la terza banca spagnola per salvarla dal crack. La J.P. Morgan dichiara un buco da almeno 2 miliardi di dollari per speculazioni sbagliate, a fronte di altri 100 miliardi a rischio.

In Italia la disoccupazione sembra inarrestabile, come pure la caduta del PIL e dei consumi, mentre i vecchi politici continuano a spolparsi l’osso, senza produrre alcuna riforma, a fronte di un vertiginoso aumento di fallimenti e suicidi.

Direi che ogni commento è decisamente superfluo.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore