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E’ agghiacciante ciò che scrivono

conteLa conclusione dell’articolo di Tonia Mastrobuoni su LA STAMPA online di oggi, intitolato Grecia condannata, verso il crac a luglio. L’Fmi si chiama fuori – Per salvare Atene serve passo indietro di Tsipras, è semplicemente agghiacciante. Dopo aver descritto con distacco tecnico il probabile prossimo default greco, l’inviata da Dresda spiega con disarmante candore ciò che andrebbe fatto per “salvare la Grecia”, citando il precedente storico dell’Italia nel 2011.

Certo, anche oltre la scadenza di fine giugno, ci sarebbe la possibilità di salvare la Grecia. Nel “piano B” il fondo salva-Stati Esm si incaricherebbe di rimborsare i prestiti dovuti a Bce e Fmi. Nell’immediato i 7 miliardi che la Grecia deve alla Bce tra luglio e agosto e i 1,6 miliardi che deve al Fmi. La Bce riprenderebbe a fare da scudo alle banche: non solo riavviando l’Ela, ma alzando il tetto per i T-bill, per consentire alle banche di comprare titoli di Stato greci a breve. Quanto a stipendi e pensioni, Atene potrebbe essere in grado, se la si sollevasse dalle scadenze, di farvi fronte da sola. Il problema di questo “piano B” è uno solo, ma grande come una casa. Presupporrebbe un passo indietro di Tsipras, che dovrebbe accettare elezioni anticipate o un governo tecnocratico. In un Paese uscito solo 40 anni fa dalla dittatura dei colonnelli. Varie fonti evocano un precedente: il passaggio tra Berlusconi e Monti, quando anche l’Italia fu lambita dallo spettro di un default. Ma allo scenario manca un dettaglio non irrilevante, per mandare in porto l’operazione. Un mediatore fuoriclasse come Giorgio Napolitano.

In altre parole, per salvare la Grecia, il governo eletto democraticamente da soli quattro mesi deve cedere il potere legittimamente conferitogli dal popolo ad un governo tecnocratico, come quello Monti, gradito alla troika, tuttavia questa “operazione” risulta difficile da attuare in Grecia, per l’assenza di “un mediatore fuoriclasse come Giorgio Napolitano”.

E’ agghiacciante, signori miei.

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