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Fine

Questo blog finisce perché la svolta delle vicende economiche che hanno segnato la nostra vita negli ultimi otto anni, è finalmente giunta e sta per concretizzarsi in questo 2017 da poco iniziato. Essa viene a congiungersi con la parabola neoliberista cominciata negli anni Ottanta del secolo scorso, che ha generato il fenomeno della globalizzazione, dalle cui contraddizioni è nata e cresciuta quella sorda ostilità, sempre più diffusa tra i ceti meno abbienti che, grazie proprio agli effetti collaterali della globalizzazione, sono andati estendendosi verso la middle class. Le conseguenze, alle lunghe, sono state la Brexit in Gran Bretagna, l’elezione di Trump negli USA, la sconfitta di un soffio di Hofer in Austria, la sonora sconfitta di Renzi nel referendum in Italia, la probabile vittoria di Marine Le Pen alle imminenti presidenziali francesi e, forse, la sconfitta di Angela Merkel alle elezioni politiche tedesche, che pure si terranno quest’anno.

Questo sarà l’anno in cui l’euro si dissolverà, essendo arrivati ormai al pettine tutti i nodi che avevano caratterizzato il suo corso, ma, soprattutto, essendo venuto meno il suo sponsor principale, ossia gli Stati Uniti d’America. Il neo presidente Trump ha recentemente chiarito le sue idee riguardo l’euro.

Comunque vada l’Italia dovrà uscire dall’euro quest’anno, perché c’è il rischio concreto che il rialzo dei tassi d’interessi prospettato dalla FED e la fine del Quantitative Easing annunciato dalla BCE, facciano schizzare il nostro spread alle stelle e, prima che francesi e tedeschi facciano spezzatino delle nostre banche ed aziende, sarà giocoforza, per qualunque governo, ripristinare la sovranità monetaria. La differenza semmai sarà sui tempi: un governo pro UE attenderà il giorno della catastrofe per uscire con costi senza dubbio più ingenti, mentre un governo, per così dire euroscettico, potrebbe essere più tempestivo, limitandone forse i danni, comunque da preventivare.

In ogni caso, non ci attende un periodo allegro, tuttavia confido che, una volta ripristinata la nostra piena sovranità monetaria e politica, ed avviata una necessaria operazione verità, che metta a nudo le responsabilità della classe dirigente della sinistra, dell’imprenditoria e della finanza di questo Paese, nonché dell’informazione, in gran parte a loro libro paga, in uno o due anni l’economia italiana possa riprendersi, tornando a distribuire benessere a tutti i cittadini.

Fino ad allora, buona fortuna.

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