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Gli apprendisti stregoni

I miei post su questo blog si vanno diradando, perché non so più bene cosa pensare e scrivere. Ultimamente mi sono limitato a dei meri resoconti della situazione, che appare sempre più compromessa. I dati sono lì a certificarlo sotto gli occhi di tutti: aggravamento della crisi bancaria in Spagna, incertezza sulle elezioni greche, recessione e terremoti in Italia. La Germania continua a difendere i suoi privilegi, in buona sostanza non intende cacciare soldi per compensare gli squilibri dell’eurozona. Tanto che persino il Sole 24 Ore inizia a parlare di dumping di Berlino, mentre l’ex ministro degli esteri tedesco Fischer dichiara che in questo modo la Germania rischia di distruggere per la terza volta l’Europa in un secolo.

Analisi obiettive migliori delle mie sono disponibili a iosa in rete, persino da parte di esperti bocconiani, come il prof. Luca Fantacci, a parte i soliti premi Nobel Krugman e Stiglitz. Le ricette per la soluzione della crisi abbondano e vanno dal ripristino delle valute nazionali, all’introduzione di monete comuni, passando per gli eurobonds e una maggiore integrazione europea, senza dimenticare la Tobin tax ed una maggiore regolamentazione della speculazione. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Tutte sono ben argomentate e contengono elementi di ragionevolezza.

Insomma, nessuno sa cosa possa davvero accadere e come ci si debba comportare. Le riunioni ai massimi livelli si susseguono con cadenza sempre più frenetica e risultati inconcludenti. Il potere non è più nelle mani dei governi, ma anche gli immensi conglomerati economici e finanziari globali non dimostrano di possedere chiare visioni del futuro che ci attende, solo continuano a fare ciò per cui sono nati: i profitti, a vantaggio esclusivo della tecnostruttura che li dirige. Semmai hanno ridotto ancor più il loro orizzonte temporale, nell’incertezza del futuro.

L’indebitamento generale aumenta senza sosta, sia nel settore pubblico che in quello privato ed ormai è convinzione comune considerare il rimborso dei grossi debiti una pura chimera, piuttosto si valuta la sostenibilità dell’indebitamento attraverso il rinnovo periodico dei titoli che arrivano a scadenza. In pratica siamo tutti indebitati e continuiamo ad indebitarci per rinnovare i nostri debiti. Benvenuti nella civiltà del debito!

Tutto ciò mi fa venire in mente il film di Walt Disney, Fantasia e l’episodio dell’Apprendista Stregone, basato sulla ballata di Goethe che “racconta di uno stregone che si assenta dal suo studio, raccomandando al giovane apprendista di fare le pulizie. Quest’ultimo si serve di un incantesimo del maestro per dare vita a una scopa affinché compia il lavoro al posto suo. La scopa continua a rovesciare acqua sul pavimento, come le è stato ordinato, fino ad allagare le stanze: quando si rende conto di non conoscere la parola magica per porre fine all’incantesimo, l’apprendista spezza la scopa in due con l’accetta, col solo risultato di raddoppiarla, perché entrambi i tronconi della scopa continuano il lavoro. Solo il ritorno del maestro stregone rimedierà al disastro.

La morale della ballata è chiara: meglio non cominciare qualcosa che non si sa come finire.” [da Wikipedia]

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore