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Il M5S a confronto con Syriza e Podemos

M5s: al via a Roma 'Notte dell'Onestà' contro Mafia CapitaleIl confronto con le altre due nuove forze prepotentemente apparse sul proscenio politico di Grecia e Spagna, Syriza e Podemos, mette in luce gli handicap che ostacolano il Movimento 5 Stelle, primo tra le forze anti-sistema sorte in Europa, verso una piena legittimazione ed affermazione.

In primis, la questione della figura del leader, logico candidato alla guida del paese, non è ancora stata affrontata e risolta dal M5S, dal momento che il suo fondatore e guida, Beppe Grillo, per sua scelta, è indisponibile per qualsiasi incarico pubblico. Ma la realtà dell’inarrestabile ascesa di Podemos e Syriza mostra che la figura di un capo carismatico, giovane e pulito, sia di faccia che di trascorsi, ovvero estraneo al sistema di potere, è fondamentale per catalizzare maggior consenso.

Il M5S dovrebbe indicare un proprio candidato alla guida del governo, tra i volti e le menti migliori che pur sono emersi negli ultimi due anni, mentre il ruolo di Grillo e Casaleggio dovrebbe essere quello di padri ideologici del Movimento, consapevoli che il futuro va consegnato nelle mani dei giovani.

In secondo luogo, la recente campagna elettorale greca ci insegna che non è praticabile un percorso democratico per arrivare all’uscita dalla moneta unica. Forze inarrestabili vengono messe in moto dall’aspettativa di realizzare guadagni o per prevenire possibili perdite nella fase che precede il probabile evento, pertanto lo scopo diviene irrealizzabile a causa delle fortissime tensioni di mercato causate dalla fuga di capitali e dalla tesaurizzazione degli euro, nell’aspettativa di una sicura svalutazione.

Quindi, a meno di non dissimulare l’obiettivo, risulta vincente la strategia adottata da Syriza di escludere con decisione un’uscita dall’euro nel loro programma, per quanto ciò sia possibile qualora gli eventi costringano il nuovo governo greco a far fronte ad una crisi di liquidità per pagare stipendi e pensioni. Tuttavia è bene non dichiararlo come obiettivo a priori, se non si vuole incorrere nella reazione dei mercati. In tale ottica, andrebbe rimodulato il percorso intrapreso dal M5S per l’uscita dell’Italia dall’UEM, tanto più se si ritiene che un’auspicabile dissoluzione della moneta unica debba avvenire preferibilmente in maniera ordinata e concordata con il maggior numero di paesi possibile.

Infine la collocazione politica. Podemos e Syriza sono formazioni inconfutabilmente di sinistra. Una nuova sinistra non collusa con gli interessi dominanti in Europa e quindi non complice dei disastri che le politiche avallate e perseguite dai partiti tradizionali della sinistra europea hanno generato. Sono di sinistra innanzi tutto perché hanno a cuore gli interessi della parte più debole della popolazione, che ha visto in questi anni di crisi una riduzione progressiva di reddito e diritti, e poi perché identificano giustamente nelle politiche neo-liberiste europee la causa principe del disastro sociale nei paesi del sud Europa, in alternativa alla vulgata propalata dagli interessi forti, che ne addossa la responsabilità all’indolenza e scarsa produttività dei popoli latini.

Il M5S non ha ancora assunto una posizione netta, preferendo invece un’alleanza con un partito decisamente di destra, nel contesto europeo. Ma se non si afferma chiaramente che la colpa della crisi è esclusivamente della grande finanza globalizzata, ovvero del capitale, e che cittadini e lavoratori sono vittime incolpevoli, non si riuscirà mai a determinare con chiarezza gli obiettivi che un governo alternativo dovrebbe darsi per migliorare le condizioni di vita del popolo.

La vittoria di Syriza in Grecia e un conseguente governo Tsipras, possono aprire un’opportunità straordinaria di cambiamento in diversi altri paesi. In primo luogo in Spagna, dove Pablo Iglesias sta seguendo a ruota le orme di Alexis Tsipras, e non a caso i due erano insieme sullo stesso palco al comizio conclusivo della campagna elettorale di Syriza.

Se anche l’Italia, con un M5S rinnovato, ben rappresentato e chiaramente schierato, fosse della partita, per le forze pro-austerità, pro-depauperamento e compressione dei diritti, le cose si metterebbero davvero male.

I have a dream: un’alleanza strategica tra i governi di Spagna, Italia e Grecia, guidati da Pablo Iglesias, Luigi Di Maio e Alexis Tsipras, per un’agenda assolutamente diversa e alternativa al passato di priorità, sia economiche, che sociali e geopolitiche, entro il 2016.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore