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Il Portogallo nel mirino

PortugalDebt
Ciò che deve rimborsare il Portogallo nei prossimi anni

Un altro attacco alla democrazia sta per essere portato avanti dai poteri che sostengono questa costruzione europea, che assomiglia sempre più ad una forma evoluta di Unione Sovietica, dove burocrati non eletti perseguono disegni di super controllo centralizzato per gli interessi di potentati economici e finanziari, calpestando una ad una le sovranità popolari e nazionali. Il nuovo attacco avviene come al solito nel silenzio della grande informazione asservita al potere.

Dopo la manovra ordita nell’estate-autunno del 2011, complice l’allora presidente Napolitano, ai danni dell’ex premier Silvio Berlusconi, legittimamente eletto dalla maggioranza degli italiani, per sostituirlo con un tecnocrate di provata fiducia europea senza passare per elezioni. Dopo il siluramento del primo ministro greco Papandreou nello stesso periodo in cui avveniva quello di Berlusconi, per sostituirlo con un altro ex burocrate della BCE, e la recente guerra senza quartiere al governo di Syriza fino alla sua resa incondizionata ottenuta tramite soffocamento del sistema bancario greco. Dopo la minaccia di strozzare le banche irlandesi nel 2010 se il governo non avesse accettato il piano di salvataggio, lo stesso ricatto che è stato invece attuato nei confronti delle banche del piccolo stato cipriota all’inizio del 2013 per fargli accettare le condizioni del loro “salvataggio”.

Ora accade che nelle recenti elezioni politiche i portoghesi non hanno riconfermato la maggioranza al governo di destra, fidato esecutore delle dure misure di austerità richieste dall’Europa con il salvataggio del 2011. Per la prima volta in 40 anni si è costituita una coalizione composta da tre partiti di sinistra che rappresentano il 50,7% dei suffragi e la maggioranza assoluta del parlamento, mentre il PSD del premier Pedro Passos Coelho, pur rimanendo il primo partito, si ferma al 38,5%. Ecco che il presidente della repubblica, Cavaco Silva, anch’esso filo Trojka, s’inventa il principio di legittimazione europeista per accedere al governo, con queste precise parole: “In 40 anni di democrazia, nessun governo in Portogallo è mai dipeso dall’appoggio di forze politiche antieuropeiste, […] di forze politiche che chiedono di abrogare il Trattato di Lisbona, il Fiscal Compact, il Patto di crescita e di stabilità, lo smantellamento dell’unione monetaria e di portare il Portogallo fuori dall’Euro, oltre alla fuoriuscita dalla Nato. […] Dopo aver affrontato il programma di assistenza finanziaria, con pesanti sacrifici, è mio dovere, e rientra nei miei poteri costituzionali, fare tutto ciò che è possibile per prevenire l’invio di falsi segnali alle istituzioni finanziarie, agli investitori e ai mercati”. E contestualmente ha affidato l’incarico di formare il governo al premier uscente Pedro Passos Coelho. Probabilmente il nuovo governo non otterrà la fiducia in parlamento e dovrà governare in minoranza durante i sei mesi necessari per riconvocare le elezioni, visto che il presidente ha dichiarato che farà tutto ciò che è possibile per impedire un governo costituito da forze politiche antieuropeiste. Il Portogallo va dunque incontro ad un semestre di instabilità politica e sociale, mentre la BCE s’incaricherà di far capire l’antifona ai portoghesi con i sistemi che abbiamo già visto in opera.

Dunque i cittadini europei sono avvisati, nessuna forza politica con obiettivi diversi da quelli stabiliti dai trattati, ha la legittimità per andare al governo. E se poi al governo ci dovesse arrivare lo stesso, come accaduto in Grecia, ci penseranno i metodi della BCE a rimetterlo in riga.

Quando ancora esisteva l’URSS e la sua cortina di paesi satelliti, i metodi di convinzione erano meno sofisticati, decisamente più brutali e primitivi, ma servivano ad ottenere lo stesso risultato: l’allineamento all’ortodossia del socialismo reale, decisa a Mosca. Tutti i paesi del patto di Varsavia erano uguali e fratelli, ma qualcuno era più uguale degli altri, proprio come accade oggi nella UE, dove le regole valgono solo per i più deboli. Oscuri burocrati s’incaricavano di calcolare la domanda di carta igienica nei successivi cinque anni con lo stesso zelo con cui altrettanto oscuri burocrati decidono oggi del diametro delle vongole.

E l’informazione era indistinguibile dalla propaganda, proprio come adesso.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore