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Italia, Svizzera o Uruguay?

FlagHo cominciato ad accarezzare l’idea di andarmene via dall’Italia dal 2008, con l’inizio della crisi, che a dire il vero, avevo previsto con un certo anticipo. Prima di allora non avevo mai preso seriamente in considerazione la possibilità di emigrare in un’altra nazione. Invece ora la spinta ad andarmene via, per cercare un luogo migliore in cui vivere, era tale che ho deciso di provare. Così per due volte ho tentato in questi anni di trasferirmi in due paesi lontanissimi e diversissimi tra loro, eppure entrambi mi hanno attratto per qualcosa di peculiare, che li rende per molti versi dei luoghi ideali dove vivere. Questi due paesi sono la Svizzera e l’Uruguay, quest’ultimo soprannominato la Svizzera del Sud America.

Entrambi sono piccoli, meno della metà della superficie italiana, l’Uruguay, poco più di un paio di nostre regioni, la Svizzera. Tre milioni e mezzo di abitanti in Uruguay, otto in Svizzera. Tutti e due hanno un bellissimo paesaggio naturale, in larga parte incontaminato. Tutti e due hanno governi democratici e un ottimo grado di libertà politica ed economica. Per il resto le differenze non possono essere più marcate.

L’Uruguay è popolato per il 40% da discendenti italiani e per il restante da discendenti spagnoli. E’ un paese latino che ha conservato il meglio delle culture dei suoi immigrati. E’ certamente più povero dell’Italia, ma nell’ultimo decennio, anche grazie ad una buona classe politica, si sta sviluppando ad un ritmo discreto, senza creare troppa sperequazione tra la popolazione. Perché lì governa la sinistra e governa bene. Hanno appena varato la legge più all’avanguardia al mondo sulla marijuana, e ammesso i matrimoni gay. Sono tutti cattolici, ma la Chiesa non si intromette nella vita politica. Nel contesto sudamericano, è uno tra i paesi con minori tassi di criminalità ed analfabetismo, ed anzi è stato il primo paese al mondo a distribuire computer portatili a tutti gli studenti ed insegnanti delle scuole medie, con il Plan Ceibal. L’attuale presidente della repubblica, Josè Mujica è un ex tupamaro, che ha trascorso 12 anni segregato in un carcere durante la dittatura militare, si è autoridotto stipendio e privilegi a favore dei poveri, continuando ad abitare nella sua casetta con orto ed a spostarsi con il suo vecchio maggiolone Volkswagen; è una persona di grande umanità, cultura e statura morale, i cui interventi, assolutamente non convenzionali, in ambito internazionale, sono apprezzati senza distinzioni. Vivere in Uruguay è piacevole innanzi tutto per il clima mite, ma vario, per il mare, per il cibo e per la gente, veramente socievole ed in piena sintonia con la mia indole mediterranea. L’impressione che avevo quando ero lì era di essere ritornato nell’Italia di trenta o quaranta anni fa, quando c’erano molti più giovani e la gente era più allegra ed ottimista. Montevideo è parte della nostra storia, per le gesta di Garibaldi e la nascita delle sue Camicie Rosse. Certo, la miseria c’è e si vede pure, i mendicanti davanti alle chiese non mancano mai, ma anche da noi oramai se ne incontrano molti per le strade, in compenso la ricchezza non è così ostentata, o semplicemente ce n’è di meno, se si esclude Punta dell’Este. In definitiva posso dire di essermi sentito a casa più che in qualunque altro luogo al mondo, anche per la presenza familiare di una certa burocrazia e inefficienza dei pubblici dipendenti. Ma c’è musica dappertutto e la vita sembra scorrere più lenta per poterla meglio apprezzare.

La Svizzera è un paese bellissimo, incastonato tra maestose vette alpine e centinaia di laghi, con boschi e prati nelle valli e neve sulle cime. Forse la nazione con i servizi più efficienti in assoluto, e una precisione proverbiale. Gli abitanti, sei milioni di cittadini svizzeri e due milioni di immigrati, sono estremamente educati e rispettosi dell’ambiente e delle regole, il loro senso civico va di pari passo con la grande libertà politica di cui godono, che attraverso la democrazia diretta, gli permette di decidere realmente su tutte le questioni più importanti. La Svizzera è’ anche uno dei paesi più ricchi del pianeta e con un reddito pro-capite tra i più elevati. La qualità della vita è estremamente alta con un invidiabile welfare, e le grandi differenze culturali e linguistiche che esistono tra i diversi cantoni, si sono rivelate una ricchezza, facendo della Svizzera uno dei luoghi più tolleranti ed inclusivi, dove sei milioni di cittadini convivono ottimamente con un 25% di popolazione immigrata da tutto il mondo, e tra loro moltissimi italiani. La sua scuola e università è un modello nel mondo, così come i suoi servizi sanitari e previdenziali. Infine, la storica neutralità ha da secoli garantito alla Svizzera pace e prosperità, mentre il resto d’Europa si scannava ripetutamente, contribuendo a fare del paese la cassaforte del mondo, anche per la sua discrezione e stabilità economica. Gli svizzeri sono generalmente istruiti, poliglotti ed aperti alle altre culture, laboriosi e rispettosi delle leggi, che sono poche e ragionevoli, di mentalità essenzialmente nordica (cioè non mediterranea), sanno riconoscere il merito e perseguire intelligentemente il loro interesse collettivo, nonché punire severamente i disonesti. Insomma, è un popolo estremamente civile e fiero delle proprie conquiste di pace, libertà e prosperità.

In entrambi questi paesi ho vissuto e provato a trasferirmi, ma non ho potuto perché sono persuaso che l’Italia sia potenzialmente migliore. Perché penso che l’Italia sia uno dei paesi più belli del mondo, con un paesaggio unico, estremamente vario e meraviglioso, pieno di storia, arte, cultura e vino e cibo stupendi, che buona parte dell’umanità ci invidia. In Italia si potrebbe vivere benissimo tutti quanti, se solo lo volessimo. Se solo riuscissimo ad avere il senso civico degli svizzeri, che poi sono anche italiani emigrati. Se solo ci prendessimo cura dell’ambiente, dell‘interesse collettivo e di quello delle future generazioni, invece del proprio tornaconto immediato, questo paese potrebbe essere il più bello di tutti e con la migliore qualità di vita. L’Italia potrebbe essere molto meglio della Svizzera e dell’Uruguay, perché lo è già stata in passato e può tornare ad esserlo. Dipende solo da noi come sarà il nostro futuro, dobbiamo solo saper scegliere tra le tante menti brillanti che pure ci sono e che stentano ad emergere a causa dell’incrostazione politico-affaristica che blocca ogni ricambio e impedisce ai talenti di affermarsi. Dobbiamo impegnarci tutti perché il peggio sia estromesso per far posto al bene, il disonesto emarginato per favorire l’onesto, il furbo biasimato per far affermare il giusto. Dobbiamo riacquistare la libertà di decidere, oltre che la fiducia in noi stessi e nella classe politica e dirigente che potremmo essere in grado di esprimere, per arrestare il declino e consentire al nostro paese di riprendere il cammino di civiltà e progresso (non inteso esclusivamente come economico) insieme alle altre grandi nazioni.

Questo è il mio paese e non fuggirò senza aver provato prima a cambiarlo. Confesso di essermene un po’ disinteressato in passato, ma non si può pretendere di vivere in un posto migliore se si rinuncia a battersi per migliorarlo. Molti segnali fanno presagire che il prossimo autunno sarà un momento cruciale per il cambiamento di questo paese, ed io voglio esserci.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore