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La rabbia che cova

Una rabbia profonda, sorda, incontenibile mi pervade. A volte penso sia meglio non vedere, non sapere, non capire, perché con la consapevolezza cresce quella rabbia impotente che mi fa soffrire, come per la percezione di una prepotenza violenta che ho sempre odiato con tutto il mio essere.

Sono un uomo pacifico, che non ha mai fatto del male, ma non posso evitare di odiare chi infligge sofferenze al prossimo per il proprio egoismo, per la propria smania di potere. Ed è allora che auguro tutto il male possibile, che arrivo ad accarezzare pensieri di violenza liberatoria, che restituisca la giustizia negata e renda possibile il riscatto dei deboli e degli oppressi. Di quella maggioranza che vive del proprio lavoro, che fatica e soffre e viene sempre più defraudata dai forti e prepotenti, come nei Promessi Sposi del Manzoni.

E mi pare proprio che poco o nulla sia cambiato da allora, ci sono sempre i don Rodrigo che impongono il loro arbitrio, con la violenza dei Bravi che controllano il popolo, e ci sono ancora i don Abbondio, servi del potere del più forte. No, ben poco è cambiato.

Il senatore Garavaglia, membro della commissione bilancio, racconta come gli emissari europei siano venuti ad estorcere l’appoggio politico al futuro governo Monti, prima ancora delle dimissioni di Berlusconi, con il ricatto del mancato acquisto di titoli pubblici italiani, che avrebbe portato lo Stato alla bancarotta. Quello stesso ricatto noto e condiviso dal presidente della Repubblica e dagli altri don Abondio, leader politici e giornalisti di regime.

Povera Italia, come sei caduta in basso. Come la Grecia, la Spagna e il Portogallo, sarai soggetta ancora a vessazioni e ricatti, il tuo popolo verrà bastonato dai Bravi, comandati da un don Rodrigo nazionale, ma eterodiretto da un potere straniero. Dal potere del denaro che tutto e tutti assoggetta, che si trasforma in un baleno da trattato comunitario a manganellate in piazza, che è fonte di disperazione, fame e malattie, ma solo per quella maggioranza che non lo possiede e che sempre più spesso trova nel suicidio l’unica via di salvezza.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore