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La virtualizzazione della moneta

Quando la moneta scompare nella sua forma fisica per trasformarsi in una stringa numerica di dati in qualche computer remoto, diviene virtuale. La smaterializzazione della moneta è un fenomeno in atto da alcuni decenni, la cui progressione si è intensificata con lo sviluppo della tecnologia, soprattutto nei paesi più ricchi e sviluppati. Attualmente negli Stati Uniti l’utilizzo della moneta virtuale è preponderante rispetto al contante, anche per gli acquisti più minuti. Tale tendenza ha trovato finora in Italia alcune forti resistenze, che fanno sì che il nostro sia il paese in Europa con il minor utilizzo di moneta virtuale e il contante in circolazione è di gran lunga superiore ad ogni altro paese UE. Per forzarne l’uso è in cantiere l’abbassamento drastico della soglia legale di contante utilizzabile per i pagamenti, giustificandone l’adozione per il contrasto all’enorme evasione fiscale italiana.
Premesso che negli altri paesi dove la moneta virtuale è più utilizzata, l’evasione fiscale è stata combattuta con altri e ben più efficaci mezzi, la smaterializzazione della moneta sarà la iattura finale della storia del denaro, quella che porterà alla esplosione del denaro e quindi alla sua scomparsa.

La moneta virtuale richiede che ogni cittadino abbia un conto in banca, obbligatoriamente, non essendo altrimenti possibile incassare i propri guadagni, né ottenere le carte elettroniche per effettuare spese, o gli assegni per pagare parcelle e compensi. Tutti diventano così clienti di banca per legge, un sogno per i banchieri dei secoli passati. Un incubo per l’umanità, che viene così schedata e controllata nei propri guadagni e nelle sue spese, alla mercé di entità remote che con un click o con un programma, possono bloccare il conto corrente e le carte elettroniche, trasformando in un attimo un benestante in un povero squattrinato.

Le banche, come ogni altra impresa, possono fallire, da un giorno all’altro, centinaia di migliaia di clienti potrebbero ritrovarsi senza neppure i soldi per mangiare. Si dirà che i depositi sono garantiti dagli stati, ma questa garanzia è virtuale, ha valore solo per un numero limitato di coperture, in realtà lo stato non ha denaro a sufficienza per garantire tutti i depositanti, né può più stamparlo. Può crearlo in un computer per poi trasferirlo alle banche, ed è quello che già sta avvenendo negli ultimi tre anni, sotto forma di crediti che FED e BCE mettono a disposizione delle banche, cariche di titoli sempre più svalutati, che rischiano di tirarle a picco. E così il denaro virtuale aumenta ancora per essere investito più di prima nella finanza speculativa.

La fine della moneta nella sua forma materiale, sarà anche la fine della parabola della moneta. Dopo si ripartirà necessariamente dal baratto.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore