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L’Impero colpirà ancora

worldsChe l’attuale momento storico sia una di quelle fasi cruciali che precedono grandi cambiamenti, può essere avvalorato dall’intensificarsi di pulsioni centrifughe e al contempo di forze centripete sullo scenario mondiale. L’indebolimento progressivo dei vecchi equilibri in aree sempre più vaste del pianeta, sta rimettendo in discussione stati e confini, già eredità del colonialismo e dell’imperialismo. Ecco che ai confini del Vecchio Mondo la stabilità viene meno e sempre più conflitti armati vanno accendendosi e propagandosi. Gli interventi dell’Occidente finiscono per gettare altra benzina sul fuoco e rendere vaste aree ancor meno governabili. Ma anche all’interno del Vecchio Mondo operano forze impegnate a riconquistare autonomia e indipendenza, dopo secoli di subordinazione. Il caso della Scozia che vota un referendum per l’indipendenza dalla Gran Bretagna è solo la punta di un iceberg. Catalogna, Paesi Baschi, Fiandre, Irlanda del Nord, Moldova, Corsica, Veneto, Sardegna, sono solo alcune delle regioni europee che potrebbero voler seguire l’esempio scozzese in un prossimo futuro. Sarebbe la disgregazione dell’Europa, mentre la Crimea s’è già staccata dall’Ucraina e anche la California nutre pensieri separatisti dagli USA.

In senso contrario, le forze del capitalismo globalizzato operano per una sempre maggiore concentrazione di potere e ricchezza. Concentrazione che ha bisogno di regole globali, assenza di barriere commerciali e assoluta libertà di movimento dei capitali. Queste forze sono anche alla disperata ricerca di un modo per tenere insieme i cocci della crisi, dopo aver socializzato le perdite, travasando parte dell’enorme debito privato (quello delle banche) in quello pubblico. Stanno cercando un modo di rilanciare la crescita senza sacrificare la loro egemonia nella politica dei paesi dell’Impero Occidentale, che ha per capofila gli USA, seguiti da Canada, Giappone, Australia ed UE. Incerto sulla politica da seguire per arginare l’avanzata dei nuovi concorrenti globali, Cina, India, Russia, Brasile e Sudafrica, prossimi a darsi una propria governance monetaria, l’Impero Occidentale gioca col fuoco di una terza guerra mondiale conclamata, mostrando i muscoli in ogni teatro strategicamente importante.

Sembra quasi che siano all’opera nel mondo tendenze opposte sul modello di società migliore per gli uomini. Da un lato il modello imposto dal capitalismo, quello del gigantismo, delle megalopoli, delle nazioni-continente frutto di fusioni più o meno a freddo di etnie, culture, tradizioni e religione differenti, accomunate nell’adorazione del dio denaro, del potere concentrato in poche ricchissime mani. Dall’altro il modello più circoscritto di popolo, omogeneo come cultura, etnia e religione, e per ciò molto più coeso e solidale, e meno disposto a lasciarsi soggiogare da poteri forti internazionali, in una visione del mondo davvero multiculturale e multipolare, contro l’oligopolio che impera su di una vasta società globalizzata, fatta di masse frullate ed omogeneizzate, senz’altro spirito d’appartenenza se non quello instillato dai media controllati dal potere.

E’ in atto un confronto esiziale su scala planetaria tra l’Impero Occidentale in declino e le nuove potenze emergenti, anch’esse capitaliste, ma in cui il primato di governo è ancora della politica piuttosto che del capitale. Uno scontro di interessi su diversi piani, da quello delle materie prime ai mercati di sbocco, dall’enorme debito all’egemonia del dollaro. Gli esiti di questa partita influenzeranno l’Europa e l’Italia per molti anni a venire. Com’è nella nostra recente tradizione, i grandi mutamenti sono sempre stati esogeni, ossia provenienti dall’esterno del nostro paese. A ritroso, con la caduta del muro di Berlino e la fine della prima Repubblica, la sconfitta nella seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo e della monarchia, la vittoria (tradita) nella prima guerra mondiale e l’avvento del fascismo, lo sbarco dei garibaldini e la caduta dei Borboni, e via menzionando. Anche stavolta qualcuno o qualcosa ci costringerà a voltare pagina.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore