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Le tre monete

3moneteAccettare denaro in pagamento di un bene o un lavoro è un atto di fiducia. Fiducia che quello stesso denaro possa essere in seguito dato in pagamento di altri beni e servizi. Eppure proprio la fiducia cieca nel denaro è alla base dei problemi di instabilità economica che il mondo sta vivendo in questi ultimi anni. La fede acritica nel denaro è stata causa della sua abnorme produzione, tanto vasta che ha superato di un ordine di grandezza il PIL mondiale. In realtà non esiste corrispettivo concreto per tutta questa massa di denaro che è stata creata, ormai ogni angolo della Terra è detenuto da chi possiede il denaro sufficiente a comprarlo, e sempre più il denaro viene utilizzato per acquistare potere piuttosto che beni. Quello stesso potere che consente al denaro dei ricchi di replicarsi senza ostacoli o limiti.

Come uscire da questo circolo vizioso che sta progressivamente impoverendo la popolazione ad esclusivo vantaggio di una ristrettissima élite? Situazione foriera di forti squilibri e tensioni sociali e politiche, anticamera di pericolosi conflitti bellici.

Esiste solo un modo: sfiduciare il denaro! Tornare a riporre la nostra fede nella concretezza delle monete sonanti. Oro e argento. Stabilito che un grammo d’argento vale una pagnotta di pane e uno d’oro un pranzo al ristorante, la carta la conserveremmo per altri usi, più o meno nobili. Mentre la montagna di cartamoneta che è in giro perderebbe totalmente fiducia, per valere ciò alla fine vale qualunque altro mezzo escogitato per fregare il prossimo: un bel niente.

Tutti ci rimetteranno qualcosa, questo è sicuro, ma chi di denaro ne ha poco, ci perderà poco, a differenza di chi ne ha molto. Resteranno comunque le proprietà reali che hanno sempre fatto la differenza tra ricchi e poveri sulla faccia della Terra, ma questa differenza non potrà più crescere oltre le ricchezze concrete presenti sul pianeta, come invece avviene ora.

Una precisazione: non si vuole affatto il ripristino del gold standard, che riguardava gli scambi tra le nazioni. A livello macroeconomico, il commercio tra i paesi dovrebbe essere regolato con crediti virtuali da compensarsi in un’apposita camera mondiale, senza coinvolgere le monete nazionali. Una compensazione che tenda all’equilibrio delle bilance commerciali, usando appropriatamente lo strumento dei Diritti Speciali di Prelievo, ma sopratutto non denominato in una specifica valuta nazionale, come ora avviene con il dollaro USA.

In definitiva ciò che si vuol proporre è un sistema basato su tre monete distinte, una concreta e intrinsecamente vincolata al suo valore-merce, destinata alla microeconomia, poco soggetta a bolle speculative o impennate inflazionistiche. Un’altra puramente virtuale destinata alla regolazione dei commerci mondiali, ed infine una terza moneta riservata per il credito (pubblico o privato che sia), emessa in formato elettronico e utilizzabile per i pagamenti telematici a privati e pubblica amministrazione, ma non convertibile in contante e quindi destinata a restare nel circuito informatico, fino a quando non si decida di distruggerla.

Solo in questo modo potremo mettere dei vincoli all’espansione incontrollata della moneta esogena e del conseguente debito, senza deprimere l’economia reale.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore