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Chi non si fa illusioni non resta deluso

disappointDelusi del risultato elettorale? Pensavate che ci sarebbe stata una rivolta popolare contro l’Europa nelle urne? Invece c’è stato il boom del PD, il partito più filo europeo in Italia. Per me, invece, nessuna sorpresa. Non ho dimenticato quanto a lungo siamo stati i più filo-europei, forse al primo posto nel continente. E che anch’io (ahimè) ho fatto parte di quella larga schiera di euro-sognatori, entusiasti della moneta unica e del progresso che l’Europa ci avrebbe portato.

Ma il bicchiere è solo per metà vuoto. Nell’altra metà c’è l’altissimo tasso di astensione, i cicloni francese e inglese e una discreta pattuglia di euro-critici italiani, impensabile fino a poco tempo fa.

Torno a ripeterlo: che le elezioni possano essere veicolo di reale cambiamento sociale ed economico, mi trova alquanto scettico. Ben poche volte ciò è accaduto nella storia, anche recente. Il più delle volte sono state lotte e guerre furiose a determinare i cambiamenti reali. Quanto siano auspicabili tali eventi, dipende dalla sofferenza nella contingenza. Tanto più sono insostenibili le proprie condizioni di vita e meno si ha da perdere in un conflitto cruento. E a noi italiani di margine ne rimane assai, come i risultati elettorali confermano. Di margine evidentemente ce n’è anche in Grecia, altrimenti non avrebbero aspettato di esprimere nelle urne il loro dissenso.

Chi aveva dato a queste elezioni una connotazione prettamente domestica, sarà certamente rimasto deluso, se auspicava un referendum contro Renzi. In realtà, rispetto ai rapporti di forza politici nazionali, ben poco cambia, se non la certezza dell’inesorabile declino di Silvio Berlusconi e del centrodestra, frammentato in 3 pezzi che insieme equivalgono al consenso del M5S. Mentre la Lega, unica, riesce a recuperare consenso, smarcandosi dal ex-cavaliere, affidandosi anch’essa al suo giovane Matteo, a cui va dato merito di aver fatto proprio con chiarezza il tema del ripristino della sovranità monetaria.

Gli italiani sono tendenzialmente di destra, perché conservatori. Temono (e non a torto) che le novità si dimostrino peggiori dello status quo. Questo può essere spiegato in parte con la nostra storia, che spesso ci ha visti soggiogati da potenze straniere e, quando anche le popolazioni italiche hanno avuto l’opportunità di autogovernarsi, non sempre i risultati sono stati apprezzabili. Col tempo abbiamo sviluppato un naturale cinismo e disincanto, che ci tiene lontano dai facili entusiasmi, anche se siamo sempre pronti ad osannare (opportunisticamente) l’uomo della provvidenza disposto a farsi carico dei nostri destini, in nostra vece.

Siamo fatti così, che ci volete fare? Avremmo dovuto nascere a Zurigo o a Stoccolma, per avere una diversa coscienza civile. Ma forse non è detto che saremmo stati più felici. Però magari avremmo avuto più possibilità e non ci saremmo dovuti – come capita di fare a me ed altre migliaia di poveri cristi – sbatterci in giro per l’Italia e l’Europa per trovare lavoro.

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