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Quanto ci costa il proibizionismo

L’Uruguay sta per abbandonare la politica del proibizionismo nei confronti della cannabis, annunciando una nuova legislazione che istituirà una sorta di monopolio statale. Questa notizia mi fornisce il pretesto per fare due conti sui costi del proibizionismo in Italia.

Secondo i dati dell’EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drugs Addictions), il consumo di cannabis in Italia è ai primi posti in Europa. Il 14,3% della popolazione tra i 15 e i 64 anni ne ha fatto uso durante l’ultimo anno, il 6,9% durante l’ultimo mese, mentre più del’1,2% della popolazione ne fa un uso regolare (20 giorni o più al mese). In cifre assolute significa che circa 5.700.000 persone comprese tra i 15 e i 64 anni hanno consumato cannabis nell’ultimo anno, 2.748.000 nell’ultimo mese e quasi mezzo milione ne fa un uso regolare.

Sempre secondo l’EMCDDA, i reati connessi con la cannabis nel 2009 sono stati poco meno di 37.000. Mentre circa 7.000 operazioni di polizia hanno portato al sequestro di quasi 20 tonnellate di cannabis.

L’Osservatorio Antigone ONLUS ha valutato in circa 28.000 i detenuti per reati connessi alla droga in genere, considerando che secondo l’EMCDDA i reati connessi con la cannabis rappresentano il 61% di quelli per la droga in genere, si può supporre che siano circa 16.800 i detenuti per reati connessi alla cannabis (coltivazione, detenzione, spaccio).

Proviamo ora a trasformare i numeri fin qui riportati in cifre economiche. Se 5.700.000 persone fumassero un solo grammo di cannabis in un anno, si otterrebbero 5,7 tonnellate/anno. Se 2.748.000 persone fumassero un solo grammo al mese, si otterrebbero 33 tonnellate/anno. Infine, se 500.000 consumatori abituali fumassero 20 grammi al mese, si otterrebbero 120 tonnellate/anno. In totale risulterebbero 158,7 tonnellate di cannabis/anno consumate, che probabilmente è un dato sottostimato, considerando che le 20 tonnellate sequestrate dalle forze dell’ordine nel 2009 rappresentano forse un decimo di tutta la cannabis consumata.

Anche volendo assumere per buona la cifra di 158,7 tonnellate/annue, ad un prezzo medio al dettaglio di 8 euro/grammo, si ottiene una spesa complessiva di 1,428 miliardi di euro, di cui almeno la metà finisce all’estero.

16.800 detenuti per reati connessi alla cannabis costano allo Stato 1.900.000 euro al giorno, dato che il costo di ogni detenuto è di 113 euro/giorno, ovvero 6,93 miliardi di euro l’anno. A questi costi vanno aggiunti quelli dell’amministrazione giudiziaria, per istruire altrettanti processi penali, e quelli a carico degli imputati per pagarsi un avvocato. Stimabili tra i 50 e i 70 milioni di euro l’anno. Infine, le 7.000 operazioni di polizia nel 2009, riportate nei dati dell’EMCDDA, quali costi hanno avuto per lo Stato? Probabilmente non meno di alcuni milioni di euro.

In conclusione, secondo queste stime, il proibizionismo sulla cannabis costa ai cittadini italiani più di 8 miliardi di euro l’anno, che in questi tempi di crisi potrebbero senz’altro essere impiegati meglio.

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13 Responses to “Quanto ci costa il proibizionismo”

  1. andrea4210 ha detto:

    Giusto, parliamo anche di quanto ci costa non disciplinare e rendere legale la prostituzione che c’è, esiste e sempre esisterà. Sono decenni che non è sotto la lente del fisco. La maggior parte delle donne che la praticano non sono italiane ed il 90% del loro ricavato lo mandano all’estero…bene riflettere su queste cose

  2. fracatz ha detto:

    allora se si dovesse ragionare in funzione del benessere di un bobbolo di lavoratori, converrebbe liberalizzare tutta la droga, tanto la trovi dove vuoi ed a tutti gli angoli, ma poi la malavita di che cosa si occuperebbe? forse si sequestri di onesti milionari ?
    Dal punto di vista del risparmio si risparmierebbe di più laicizzando lo stato, abolendo l’8 per mille al clero, non pagando stipendi a parroci, insegnanti di religione e via discorrendo, forse un 3 punti di pil tajano
    ma chi ce lo fa fa, tanto er bobbolo è romanticamente fidelizzato

    • Bruno Genovese ha detto:

      Ciò che va sempre considerato è il rapporto costi-benefici. Per ciò che riguarda la cannabis mi sembra che non ci sia una valutazione scientifica univoca sulla sua pericolosità. Anzi, in molti stati viene sperimentata la sua efficacia come farmaco. A me risulta che non sia una sostanza mortale, a differenza di altre sostanze lecite, quali l’alcol, il tabacco, gli psicofarmaci, ect.

      • Alex ha detto:

        Forse qualcuno sarà anche convinto che la cannabis non fà male, io non lo sono perchè ho visto passare due generazioni che dalla cannabis sono passati direttamente al cimitero, per overdose o AIDS.

        • smokethejoint ha detto:

          “ho visto passare due generazioni che dalla cannabis sono passati direttamente al cimitero, per overdose o AIDS”

          Ahahahahah…
          ma riprenditi… ma dove vivi ?
          probabilmente sei circondato da gente che fuma e nemmeno te ne accorgi.

        • Altro Alex ha detto:

          Non credo che siano morti per colpa della cannabis, e nemmeno che abbiano preso l’AIDS fumando quei fiori.

          Semmai sarà stato una passaggio, dalla cannabis all’eroina e coca, ma ricordati che prima di passare alla cannabis questi tipi hanno cominciato con la nicotina, droga legalizzata che crea alta dipendenza.

          Prima della cannabis c’è quasi sempre stata la nicotina, però di quella (come collegamento) nessuno ne parla.

  3. Giorgio ha detto:

    Bella analisi, tutto vero, parlo anche io di queste cose sul mio blog.

  4. Nicola ha detto:

    La cannabis rende le persone pigre e felici.
    Alle persone pigre non piace lavorare fino a spaccarsi la schiena.
    Le persone felici non sentono il bisogno di comprare oggetti per provare a colmare il vuoto dentro di se.
    E’ ovvio che in questo sistema il consumo di cannabis venga fortemente punito.

  5. Serafino ha detto:

    Dobbiamo ricordare che la proibizione della cannabis è nata negli anni ’30 per salvaguardare gli interessi economici delle case farmaceutiche( il 50% dei medicinali era a base di cannabis), delle compagnie petrolifere( le quali avevano appena ottenuto i brevetti per la produzione di prodotti a base di petrolio che possono, benissimo e meglio, essere sostituite dalla canapa), dell’industria del legname( dopo aver acquisito i diritti per disboscare intere foreste per farne carta vedevano nella canapa e nella nuova macchina che ne avrebbe drasticamente abbassato i costi di produzione, una minaccia da decapitare a tutti i costi) ecc. ecc.

  6. mahaluni ha detto:

    ….che ci sia ancora gente che pensa che la cannabis porti direttamente al cimitero per overdose(!?!?)…boh! quando mai ne usciremo…

  7. rudirodolfo ha detto:

    L’articolo è interessante, seppure non considera dei costi che lo Stato dovrà pur affrontare in termini di educazione e di rischio, sia come sia si tratta pur sempre di una sostanza che altera lo stato di una persona e bisognerebbe creare una vera informazione a riguardo.Resta il fatto che accusare la marijuana di portare al cimitero è un retaggio culturale falso e stupido, basta soltanto guardare nazioni come l’Olanda o la Rep Ceka per accorgersi che la relazione incremento nr di fumatori/depenalizzazione dell’erba non esiste, in parole povere a chi piace fumare non sarà certo la legge corrente a farlo smettere.

  8. Dandi ha detto:

    Se pure, ipoteticamente, la cannabis facesse male….il Portogallo negli ultimi anni ha dimostrato che legalizzare non vuol dire promuovere! anzi.. dopo aver legalizzato l’uso di tutte le droghe il consumo è calato! per non parlare dei riscontri finanziari (ovviamente positivi) che questa politica gli ha garantito.

    ma ovviamente in Italia preferiamo che quei soldi vanno alla malavita!

    La legalizzazione della cannabis porterebbe vantaggi da tutti i punti di vista: finanziario, sociale e perfino medico. La storia ci insegna che proibendo una sostanza cosi diffusa si finisce x far arricchire Al Capone.

    Ma ovviamente a noi non interessa.. Aspettiamo che gli USA facciano il primo passo…poi probabilmente tutta Europa…e dopo forse si muovera anche lo stato italiano.

  9. Lorenzo ha detto:

    Ma stiamo ancora a parlare di droga?
    Ma non vi rendete conto che la canapa è molto più che “droga”? Fino a pochi decenni fa era coltivata e usata dappertutto per MILIONI di scopi. Io vivo in campagna e i miei nonni se la ricordano benissimo. E no, non se la fumavano. Nemmeno lo sapevano che si poteva fumare.

    Il proibizionismo è una presa per i fondelli, è il muoversi ad arte della mano destra per distrarci dalla sinistra.

    Abbiamo reso ILLEGALE una PIANTA! Ma vi rendete conto? Vi sembra normale?

    La domanda è: perchè?
    Semplice, perchè era scomoda a chi aveva gli sghei. E non perchè qualcuno se la poteva fumare. Ma perchè stava iniziando a rappresentare una NATURALE, BIOLOGICA, ECONOMICA, SOSTENIBILE e RINNOVABILE alternativa a moltissime cose, dai carburanti alla carta. E’un ottimo medicinale i cui effetti erano ben conosciuti già millenni fà. Ford ci ha persino costruito un’automobile.

    In pratica questa MANNA DAL CIELO pestava i piedi a fin troppe multinazionali e fin troppi interessi di magnati americani. Da qui partì la campagna per bandirla DAL MONDO, dagli interessi economici di 5/6 vecchi che hanno barattato un futuro migliore per il mondo per mantenere i loro imperi basati su alternative scadenti alla canapa.

    Ci hanno convinti che la canapa è droga, e che la droga fa male, non solo a chi la usa, ma a tutti, perchè chi la usa danneggia la società. Quindi è illegale. E noi stiamo qui ancora a parlare dei vantaggi economici di una possibile legalizzazione.. Dovremmo parlare del disastro ambientale ed economico che ha causato la sua ILlegalizzazione.