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Rotoli di civiltà

rotoliNon ricordo quanti anni avevo quando comparve la carta igienica nel bagno di casa, quasi certamente nei primi anni Sessanta. Rammento però come si faceva prima, quando al posto della carta igienica si usavano ritagli di giornale, pagine di elenchi telefonici o, peggio, di riviste, mentre nei bagni dei bar si potevano trovare le schedine del totocalcio avanzate dall’ultima giocata.

Quando andai in India, sul finire degli anni Settanta, il sistema suggerito nelle guide alternative dell’epoca, era quello della bottiglia con l’acqua, ma in realtà la carta igienica era già disponibile anche lì, pur essendo un genere di lusso per gran parte degli indiani, che verosimilmente utilizzavano ancora il sistema indicato sulle guide per hippy.

Mio padre mi raccontava che in tempo di guerra si andava per prati, usando tutto ciò che potesse fare alla bisogna, foglie larghe, sassi levigati, o, se si era fortunati, brandelli di carta raccolti in precedenza. E suppongo che, insieme con quello dell’acqua, questi fossero i sistemi in uso presso la maggioranza degli uomini nel corso della storia dell’umanità.

Oggi l’uso della carta igienica è una di quelle abitudini più difficilmente rinunciabili, forse perché oltre a costituire una piacevole comodità, è considerata anche un traguardo della nostra civiltà, come il sapone o lo scaldabagno. Ma a ben vedere, ricchi e potenti hanno sempre goduto di tutte le nostre comodità, anche prima che fossero inventate e commercializzate. Acqua corrente, riscaldamento, bagni puliti e profumati, spugne per nettarsi le terga, vesti decenti, divertimenti e spettacoli domestici, sono sempre esistiti per pochi privilegiati, garantiti da una servitù un po’ meno felice.

La nostra civiltà (ovvero il capitalismo industriale) ha avuto il merito di estendere enormemente la platea dei beneficiari di una vita più comoda. La globalizzazione ha poi diffuso il desiderio delle comodità del nostro modello di vita in tutto il mondo, ed anche se una vasta parte dell’umanità non riesce ancora ad accedervi, è innegabile che mai come adesso tanta gente al mondo possa usufruire di quelle comodità una volta riservate ad una ristrettissima cerchia di fortunati, che per averle però non dovevano fare alcuna fatica, mentre all’umanità attuale (non proprio tutta, i privilegiati esistono sempre) viene richiesto di dedicare da un terzo alla metà del proprio tempo ad attività lavorative, in stragrande maggioranza subordinate.

Un rotolo di carta igienica pesa circa 50 grammi, 50 grammi di carta per la cui fabbricazione occorre la cellulosa che si ricava dagli alberi. Per produrre 1 Kg di cellulosa occorrono 0,0036 metri cubi di legno, da un pino di diametro medio e alto 15 metri si ricava un metro cubo di legno, corrispondente a circa 8.000 rotoli di carta igienica. Sette miliardi di persone che consumano un rotolo al giorno, fanno la bellezza di 319.375.000 pini di 15 metri, ovvero 400-500 milioni di alberi di medie dimensioni, corrispondenti a mezzo milione di ettari di foreste, che vengono abbattuti ogni anno per questa nostra conquista di civiltà.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore