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E se davvero il M5S superasse il PD alle prossime elezioni?

simbolo_movimentoPer la politica italiana si aprirebbero due scenari possibili. Il primo vedrebbe l’establishment chiudersi a testuggine, serrando ancora di più i ranghi della maggioranza nel tentativo di allontanare il più possibile lo spettro delle elezioni politiche anticipate, stringendosi attorno a Re Giorgio. Il secondo scenario è la dissoluzione della maggioranza, con la resa dei conti interna al PD, le dimissioni di Matteo Renzi e le elezioni anticipate nel prossimo autunno. Il problema è che molto probabilmente queste si terrebbero con la legge elettorale scaturita dalla sentenza della Consulta, che ha dichiarato incostituzionale il Porcellum, ovvero con un sistema proporzionale puro e soglia di sbarramento al 4%. In teoria il risultato potrebbe essere molto simile a quello delle europee, col PD, NCD e FI che insieme supererebbero il 50% e potrebbero continuare a replicare ancora a lungo i governi delle larghe intese, con Berlusconi ancora determinante ed influente.

Arroccandosi o contrattaccando, l’establishment politico-economico farà di tutto per restare al comando, non avendo alcuna intenzione di cederlo. Affinché il blocco politico al potere possa essere democraticamente rimosso e rimpiazzato, è necessaria una legge elettorale in una qualche misura maggioritaria, che consenta all’attuale opposizione di avere la maggioranza parlamentare anche senza doversi coalizzare con altri partiti. Il punto è che una legge simile non vedrebbe mai la luce nell’attuale Parlamento, ed anche l’Italicum in corso d’approvazione, verrà rapidamente accantonato nel caso di una vittoria del M5S alle europee.

Che fare, dunque? Come spiegavo nel post precedente, personalmente sono scettico sulle possibilità di cambiamento tramite le elezioni in questo paese, perlomeno non nell’interesse della maggioranza della popolazione, che poi sarebbe anche quella classe subalterna che ha sofferto ben più della classe abbiente e dominante la crisi economica degli ultimi sei anni. Resta l’effetto segnalazione, il voto come segnale di biasimo inviato al potere, per quanto questo ne possa tener conto.

Probabilmente gli effetti maggiori delle elezioni si avranno in Europa, laddove le forze euroscettiche registrassero un risultato sorprendente, in grado di inceppare realmente i processi decisionali, aprendo così la strada ad una dissoluzione ordinata dell’eurozona, intesa sia come uscita della sola Germania, che come ritorno generalizzato alle monete nazionali. In ogni caso, l’esito fallimentare dell’esperimento intrapreso con la moneta unica, potrebbe costare il potere a molti partiti in Europa, tranne forse che in Italia, dove il fantasma del trasformismo è sempre dietro l’angolo.

……

Due anziane signore romane in strada:
– “Se cambiamo i soldi, cioè se torniamo indietro alla liretta, ci rimettiamo un’altra volta. Io non sono d’accordo.”
– “Lo so, pure io non sono d’accordo, però io stavo tanto bene con la lira…”

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore