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Sovranità e prosperità

svizzera-confineLa Svizzera è nel cuore dell’Europa e ne rappresenta il modello ideale, ciò che dovremmo diventare senza mai esserne capaci. Francesi, Tedeschi e Italiani che convivono pacificamente e prosperamente da secoli in un ambiente naturale superbo a cui da sempre viene dedicata una cura particolare. Quest’oasi pacifica e florida nel cuore del Vecchio Continente è diventata nei secoli anche la cassaforte d’Europa. Gli Gnomi di Zurigo (e non solo) hanno custodito oculatamente le ricchezze di mezzo mondo, senza fare discriminazioni, diventando esperti nella gestione del denaro.

La Svizzera è una stabile e moderna economia di mercato. Detiene il primato della libertà economica in Europa e il primato della competitività a livello mondiale”. C’è dunque il capitalismo in Svizzera, quello forte ed avanzato del centro Europa. Ci dimorano svariati straricchi di tutto il mondo, in virtù di un fisco benevolo. Ma anche i normali cittadini godono di un tenore di vita che li colloca al nono posto per PIL pro capite (mentre noi siamo al 32°). Ciononostante il liberismo economico non è stato portato all’eccesso estremo, come avvenuto in quei paesi europei, come il nostro, che hanno attuato pesanti politiche d’austerità economica, che loro volta hanno innescato la spirale perversa del crollo della domanda, dell’occupazione e dei redditi da lavoro. In una parola, la deflazione.

Non c’è deflazione in Svizzera ed i salari vengono mantenuti sufficientemente alti da alimentare una vivace domanda interna, che a sua volta genera la pressoché piena occupazione, in una spirale virtuosa di occupazione, redditi e consumi, che è alla base dell’invidiabile benessere dei nostri vicini, i quali si guardano bene dall’applicare le ricette tanto care agli iper-liberisti nostrani, come la riduzione del ruolo dello Stato nell’economia, la privatizzazione dei servizi pubblici, la liberalizzazione degli orari di lavoro ed ogni altro attacco alle tutele dei lavoratori in nome della flessibilità.

Soprattutto gli svizzeri non condividono l’esigenza d’importare mano d’opera a buon mercato dall’esterno per abbassare il livello generale dei salari, perché la produttività si aumenta con la ricerca e l’innovazione, piuttosto che con la riduzione dei salari. Immigrati sì, ma qualificati ed alle stesse condizioni degli svizzeri. Con un quinto della popolazione di stranieri, la Svizzera è anche un ottimo esempio d’integrazione. Tutti hanno ben chiaro che garantire lavoro, reddito e diritti ad ognuno è il modo migliore di tutelare il proprio benessere.

Mentre da noi si è approfittato della crisi economica per comprimere salari e diritti, in Svizzera hanno scelto di fare il contrario ed il loro PIL, depurato dall’inflazione, è cresciuto del 2% l’anno dal 2010, grazie ad un “giusto mix di provvedimenti legati a economia di mercato e interventi statali”, e se a scriverlo è il capo della Ricerca Economica del Credit Suisse, c’è da credergli.

Ma gli svizzeri, conservando la loro sovranità, hanno potuto farlo. Noi no.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore