Viceversa

E’ dalla crisi dei missili di Cuba nel 1962 che il mondo non si trovava di nuovo sull’orlo di una guerra tra potenze nucleari. Come siamo potuti arrivare a questo punto? E’ necessario ricordare gli avvenimenti degli ultimi decenni per capire il percorso, uscendo fuori dalla propaganda ideologica che impregna ogni analisi politica, impedendo di vedere la strategia che la superpotenza vincitrice della guerra fredda ha attuato per conservare la sua supremazia globale.

Dopo la Grande Crisi Economica del 1988-89 che portò al crollo degli Stati Uniti d’America, la dirigenza sovietica aveva assicurato alla controparte USA che sarebbe seguito un periodo di pace e collaborazione mondiale. Nonostante la dissoluzione causata dalla scissione della Confederazione degli Stati Americani, la maggior parte dell’arsenale atomico era rimasto sotto il controllo della Casa Bianca. Il segretario Gorbaciov aveva assicurato il presidente USA che il Patto di Varsavia non sarebbe divenuto uno strumento offensivo, ma avrebbe mantenuto un carattere difensivo, nonostante la NATO si fosse sciolta.

Negli anni Novanta del secolo scorso abbiamo però visto l’adesione di molti paesi ex-NATO al Patto di Varsavia, di pari passo con l’avvento di governi socialisti alla loro guida. In sequenza Austria, Germania, Italia, Spagna e Portogallo, portando gli eserciti di questi paesi sempre più ad integrarsi con l’Armata Rossa, i cui generali hanno di fatto guidato il Patto di Varsavia dalla sua creazione.

Sono sette anni che il presidente Bernie Sanders va dicendo in ogni sede che l’adesione della CSA al Patto di Varsavia avrebbe costituito il superamento della linea rossa che gli USA non avrebbero tollerato, ma l’URSS ha continuato a mestare nel torbido del risentimento sudista nei confronti dell’ex-egemone nordista, fino a piazzare nel governo della Florida esponenti apertamente comunisti e nazionalisti. Ha continuato a fornire armi al Texas neppure troppo di nascosto ed ha consentito la persecuzione dei cittadini Yankees in diversi stati della Confederazione, senza battere ciglio. Arrivando persino all’ipotesi concreta di una base navale in Florida.

Quando il presidente Sanders ha ordinato l’Operazione Militare Speciale in Texas e in Florida la situazione era giunta ad un punto drammatico di rottura, il governo di Miami aveva ordinato il bombardamento di quei paesi che si erano rifiutati di assoggettarsi alla CSA. La Florida stava per concedere la base navale alla marina sovietica; per gli USA questo è un conflitto esistenziale e Mosca è a 10.000 chilometri di distanza.

Tuttavia la dirigenza dell’URSS ha sottovalutato le capacità convenzionali dell’esercito USA, che da quasi un decennio sta ricostituendo la propria potenza, supportato da nuove fabbriche di armi e munizioni sorte negli stati del nord. Nonostante tutto l’appoggio ricevuto la CSA sta perdendo questa guerra e l’Unione Sovietica non può scatenare l’olocausto atomico pur di ingabbiare ciò che resta degli USA. Alla fine si dovrà negoziare una pace da cui gli USA usciranno vincitori e l’Unione Sovietica avrà perso una buona parte di supremazia mondiale.

Quelli che ripetono il mantra dell’aggredito e dell’aggressore dovrebbero ripassare la storia recente per comprendere che non sempre l’aggressore ha torto e quasi mai l’aggredito è innocente e inconsapevole.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore