Murphy e la rana bollita

A volte può essere gratificante avere ragione dai fatti, ma questa volta non c’è nulla di cui compiacersi. L’avevo scritto meno di tre mesi fa: il disciplinamento imposto in questi ultimi due anni ai popoli di mezzo mondo, in particolare quello occidentale, poteva avere anche un fine bellico. E infatti la guerra è scoppiata in Ucraina e ci troviamo a transitare da un’emergenza sanitaria ad una bellica. Basta che le emergenze non finiscano mai perché consentono di governare i popoli senza tanti vincoli, di curare i propri affari nell’ombra della distrazione generata dall’emergenza di turno nell’opinione pubblica e in ciò che resta della libera stampa (da noi quasi nulla).

Lo sapevano gli strateghi del capitalismo nordamericano ed europeo dove si stava andando a parare? Ma certo che lo sapevano, è un quarto di secolo che gli USA, in violazione agli accordi Reagan-Gorbaciov, estendono la NATO verso est, inglobando uno alla volta tutti gli stati aderenti all’ex Patto di Varsavia, nell’ordine Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia, Albania, Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord. Per un’alleanza difensiva nata per contrastare il Patto di Varsavia non è male, considerato che il Patto di Varsavia s’è sciolto nel 1991 e che da allora la NATO è intervenuta solo come strumento militare offensivo prima nella ex Jugoslavia, nel 1997, decretandone di fatto il suo smembramento, poi nel 2003 in Afghanistan, occupandolo militarmente fino all’anno scorso, poi nel 2011 in Libia, determinando la fine del regime di Gheddafi e la disgregazione del paese. Nessuno di questi tre paesi aveva attaccato o minacciato un qualunque membro della NATO, semplicemente questa è stata messa al servizio degli interessi economici e politici predominanti dell’occidente capitalista con il beneplacito delle opinioni pubbliche opportunamente indottrinate dai mass media.

Ed ora che si è messo in testa Putin? Pensa di poter usare la forza bruta a suo piacimento? Chi si crede di essere? Non sta mica esportando la democrazia, oppure abbattendo una dittatura oppressiva. Anzi, è proprio lui il dittatore che, secondo i calcoli della NATO, avrebbe dovuto fare la fine della rana bollita e invece è saltato fuori dalla pentola prima del tempo. Ed ora bisogna rimettercelo nella pentola, con le buone o, più verosimilmente con le cattive. Allora la fine della rana bollita intanto la stiamo facendo noi, popoli una volta liberi ed ora succubi di un potere imperiale che, dopo averci preparato e disciplinato a dovere per due anni, adesso ci porta dritti alla terza guerra mondiale non senza averci ulteriormente impoverito grazie alle sanzioni che precedono lo scontro armato. Quel potere ultra capitalista che non riesce a trovare un equilibrio con il mondo e con la vita, poiché volto allo sfruttamento crescente di uomini e risorse, rovescio della medaglia del profitto, che ora ha deciso di alzare il livello dello scontro con la Russia.

I toni bellicosi delle cancellerie di alcuni dei paesi della NATO, forti del consenso indotto nelle opinioni pubbliche manipolate, non lasciano presagire un atteggiamento dialogante, come pure le sanzioni economiche imposte alla Russia non appaiono certo misure distensive. Il prossimo inevitabile passo sarà lo scontro armato in supporto alla resistenza ucraina. Ancora si scommette sul non utilizzo di armi atomiche tattiche sul teatro di scontro, immaginato combattuto solo con armi convenzionali. Ancora si sottovaluta la Russia e la sua determinazione a non piegarsi.

E’ in atto uno scontro tra potenze capitaliste, non c’è nulla di ideologico. I nostri multimiliardari sono i loro oligarchi e viceversa, loro hanno le materie prime e noi le utilizziamo, tutti potrebbero guadagnarci, ma l’avidità è insita nel capitalismo che, in quanto ad appeasement non ha nulla da invidiare alle cupole mafiose. Così, per l’ennesima volta ricchi e potenti inciteranno i loro popoli a scannarsi per i loro interessi, spacciati per nazionali o europei.

E gli americani? Loro hanno già vinto. Il prezzo del petrolio è schizzato alle stelle ridando ossigeno alla loro industria del fracking sull’orlo della bancarotta. Il loro shale gas viaggerà liquefatto sull’oceano Atlantico verso l’Europa a prezzi doppi di quello russo. In più si ritroveranno una bella trincea scavata dall’Europa per isolare la Russia, e ancor meglio se l’Europa ne ricaverà un danno economico e industriale. Poco importa se l’orologio della Storia sarà riportato indietro di mezzo secolo, più importante far dimenticare in fretta l’Afghanistan agli elettori americani. In definitiva la nuova strategia USA sarà principalmente focalizzata al contenimento cinese, lasciando alla NATO (ovvero alla UE) il compito di contenere la Russia, anche grazie ad un aumentato budget militare (cioè altri profitti per le industrie del settore).

E noi? Prepariamoci al peggio perché mai come ora sento aleggiare la legge di Murphy: «Se qualcosa può andare storto, lo farà».

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore