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L’incontro de li sovrani

Bandiere e banderole,

penne e pennacchi ar vento,

un luccichìo d’argento

de bajonette ar sole,

e in mezzo a le fanfare

spara er cannone e pare

che t’arimbombi dentro.

Ched’è? chi se festeggia?

È un Re che, in mezzo ar mare,

su la fregata reggia

riceve un antro Re.

Ecco che se l’abbraccica,

ecco che lo sbaciucchia;

zitto, ché adesso parleno…

-Stai bene? – Grazzie. E te?

e la Reggina? – Allatta.

– E er Principino? – Succhia.

– E er popolo? – Se gratta.

– E er resto? – Va da sé…

– Benissimo! – Benone!

La Patria sta stranquilla;

annamo a colazzione… –

E er popolo lontano,

rimasto su la riva,

magna le nocchie e strilla:

– Evviva, evviva, evviva… –

E guarda la fregata

sur mare che sfavilla.

(Trilussa)

incrociatorePA_GiuseppeGaribaldi

Agosto è sempre stato il mese preferito dai governanti per rifilare fregature ai governati, complici le vacanze e la voglia di riposo e distrazione del popolo demoralizzato e stanco dopo un altro anno di sacrifici. La ripresa è sempre al palo e il lavoro anche, malgrado la madre di tutte le riforme volute dalla UE, il diritto dell’impresa di licenziare a suo piacimento, e gli ultimi dati della produzione industriale e della deflazione a certificare lo stato comatoso della nostra economia. Le banche annaspano e i risparmi degli italiani sono diventati a rischio, la UE non ci permette di metterli in sicurezza col debito pubblico, che però continua ugualmente a salire e a macinare record. Unica nota positiva in questo fosco quadro, la ripresa del turismo, grazie anche alle disgrazie altrui, folle di turisti hanno dato l’assalto al Belpaese disertando Egitto, Tunisia e Francia, regalando una boccata d’ossigeno ad un comparto che pure era entrato in sofferenza negli ultimi anni. Ma il turismo viene e va, nessuno può dire quale sarà la tendenza nei prossimi anni in questo mondo agitato.

Qual’è dunque la fregatura che stanno per rifilarci?

S’incontrano oggi sull’incrociatore portaerei Garibaldi, a largo di Ventotene, i nuovi sovrani d’Europa, in realtà sono solo le teste di legno dell’oligarchia europea che li ha voluti in quei posti. L’immagine che Merkel, Hollande e Renzi vogliono dare di questo vertice è quella di forza e coesione, la stessa dei tempi di Trilussa : ”un Re che, in mezzo ar mare, su la fregata reggia riceve un antro Re.

Perché hanno bisogno di trasmettere un’immagine di forza? Semplice, perché si sentono in pericolo, esattamente come le monarchie europee a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento avvertivano il rischio di disgregazione del loro mondo, questi temono la disgregazione del sistema messo accuratamente in piedi dalle oligarchie economiche europee per ricacciare indietro di decenni le conquiste politiche, economiche e sociali dei lavoratori europei, assicurandosi il controllo assoluto delle leve di comando nei centri decisionali UE, tramite una tecnostruttura posta al riparo dal vaglio elettorale dei cittadini. Tutto ciò, ovviamente, allo scopo di rimuovere qualsiasi ostacolo all’incremento perpetuo dei propri profitti e, conseguentemente, del proprio potere.

Questo progetto in fase avanzata di attuazione è ora messo in pericolo da eventi creati dal sistema stesso che lo ha partorito. In primis la crisi economica, figlia della rigidità di una moneta unica e di una banca centrale ostaggio delle politiche tedesche, poi la crisi dei migranti esasperata dagli interventi militari occidentali in diversi paesi mediorientali che hanno avuto come conseguenza (e forse anche come fine) il fallimento di quei paesi, caos e conflitti diffusi con tanto di profughi, a seguire il terrorismo, anch’esso conseguenza del caos esportato dall’occidente in paesi in cui il terrorismo era sconosciuto, infine la recente Brexit a testimoniare che dalla UE si può uscire in maniera ordinata senza necessariamente sprofondare negli abissi, ed a conferma che a questo mondo nulla è irreversibile, tranne la morte.

Scricchiola sempre più l’euro e molti intellettuali stanno uscendo allo scoperto predicendone la fine, ultimo Stiglitz. D’altro canto non va male solo a noi, tutta la periferia d’Europa stenta a ripartire, con la palla al piede di una moneta sopravvalutata tra il 10 e il 30 per cento, a seconda del paese. E con gli scricchiolii si fanno più forti i timori dell’oligarchia che reagisce nell’unico modo che conosce: più Europa, ancora più medicina che ha portato il paziente in coma, anche senza il consenso dei popoli, perché è per il loro bene che lo si fa.

Qual’è quest’ulteriore dose di medicina che ci vogliono propinare adesso? Camuffata da difesa comune, ci imporranno un ministro degli Interni europeo, una polizia federale insomma, per poter intervenire ovunque in difesa dei (loro) interessi comuni. Repressione, dunque, per far inghiottire gli amari bocconi che seguiranno, ma apparentemente sempre per la nostra sicurezza.

Allora prepariamoci al peggio. Voteremo tra breve sulla nostra Costituzione e molto probabilmente il nostro voto non sarà rispettato, un folto stuolo di opinionisti e giornalisti prezzolati ci spiegherà che quel voto può fare molto male all’economia in fragile ripresa e che, per la stabilità, esso andrà interpretato e decifrato proprio da chi su quel voto si era giocato la poltrona, ma che non se ne andrà neppure dopo una sconfitta, perché è l’Europa che lo vuole lì, anche senza elezioni.

E er popolo? – Se gratta.

 

Buone vacanze (a chi può permettersele)

SPIAGGIANon c’è gratificazione con un blog come questo. L’avverarsi delle fosche previsioni, così come il precipitare di eventi e crisi da tempo intuiti, non è fonte di alcuna soddisfazione. Semmai acuisce ancor di più il malessere di vivere in questo tempo di incertezza.

Già, il futuro non ci appare più tanto radioso. Dopo aver introiettato la certezza che le nuove generazioni non staranno affatto meglio dei genitori, ora è la volta della libertà e della democrazia a dover essere sacrificate sull’altare della sicurezza. Sicurezza che malgrado tutti gli sforzi è in arretramento su ogni fronte, da quello lavorativo a quello sanitario, da quello previdenziale a quello retributivo, fino alla paura estrema di incappare in un qualche attentato a caso, a cui siamo disposti a sacrificare ogni limite ai controlli, per ritrovarci in uno stato d’emergenza perenne che somiglia maledettamente ad uno stato di polizia.

D’altra parte ci ritroviamo a vivere il tempo delle distopie immaginate da Orwell e Huxley. Un tempo in cui il socialismo è divenuto il cane da guardia del capitalismo mentre precari ed emarginati si riconoscono di più nelle parole della destra antisistema. Dove la Nato porta guerra e la democrazia non da il pane. Dove il terrore ha origine dentro le nostre società, ma viene combattuto all’esterno.

No, non c’è nessun piacere nel constatare la catastrofe che si era intravista, e purtroppo non è neppure di alcuna utilità. La realtà complessa che stiamo vivendo è sempre più regolata dalla Legge di Murphy ed è davvero poco ciò che l’individuo può fare, anche quando riesce nel miracolo di aggregare milioni di persone partendo dalla rete, come ha fatto Beppe Grillo. Ciò che deve accadere, accade ugualmente, perché chi ha il potere sceglierà sempre di far morire Sansone con tutti i filistei.

E’ ormai tanto, troppo tempo che ci ripetiamo che questo sistema è insostenibile, che stiamo distruggendo il nostro habitat, che l’ampliarsi delle disuguaglianze conduce a conflitti sicuri. Eppure il paradigma non cambia e tutto va avanti come prima, peggio di prima.

E allora, non c’è speranza? No, la speranza è sempre l’ultima a morire, anche se a viver di speranza si finisce per morire disperati.

Assuefazione al dolore

Cronache degli ultimi venti giorni.

assuef

28 giugno, assalto armato all’aeroporto di Istanbul, 42 morti e 238 feriti

2 luglio, assalto armato ad un ristorante di occidentali a Dacca, 28 morti di cui 9 italiani

3 luglio, attentato dinamitardo a Baghdad, oltre 250 morti ed altrettanti feriti

7 luglio, strage di poliziotti a Dallas da parte di un cecchino di colore, 5 morti e 7 feriti

12 luglio, scontro tra due treni in Puglia, 23 morti e 50 feriti

14 luglio, attentato con un autocarro lanciato tra la folla sul lungomare di Nizza, 84 morti di cui 6 italiani ed un centinaio di feriti

15 luglio, tentativo fallito di golpe in Turchia, oltre 260 morti e migliaia di feriti e prigionieri

17 luglio, strage di poliziotti a Baton Rouge da parte di un ex marine di colore, 3 morti e 3 feriti

18 luglio, assalto con armi bianche da parte di un immigrato diciassettenne afgano, ucciso dalla polizia dopo aver ferito diverse persone su di un treno in Germania

(continua)