Crea sito

Tic tac

pendolaTic tac, tic tac, l’orologio della Storia s’avvicina all’ora fatale. Quella in cui forze a lungo compresse scaricano tutta l’energia accumulata, proprio come in un terremoto. Quell’ultima grande scossa che potrebbe far crollare il traballante edificio dell’Unione Europea, con annessa moneta comune, arriverà il 23 di questo mese da Londra? Il risultato del referendum inglese potrebbe essere il segnale del rompete le righe, l’invito per tutti i paesi d’Europa a riposizionarsi, nonché la spinta agli USA per decidere di interrompere l’esperimento d’integrazione europea, divenuta troppo germano-centrica dopo l’uscita del Regno Unito.

Qualche leader europeo ancora s’illude che l’assenza degli inglesi renderebbe più agevole procedere verso l’integrazione, a partire dalla difesa. Ma se agli USA fosse tornato comodo un esercito comune europeo, non v’è dubbio che sarebbe già stato realizzato da lungo tempo. Un dispositivo militare comune esiste ed è la Nato, che va ben oltre i confini d’Europa, comprendendo anche Canada e Turchia. Un esercito comune europeo sarebbe antitetico alla Nato e la sua nascita potrebbe avvenire solo dopo lo scioglimento di questa.

Tic tac, tic tac, l’orologio della Storia batte il tempo anche per l’Italia, il cui sistema bancario vacilla paurosamente sotto i colpi di una crisi che non accenna a passare. I numeri sono di pubblico dominio: 350 miliardi di NPL, 200 di sofferenze, di sicuro un centinaio di miliardi di buco nei bilanci delle banche, che non possono svendere i crediti deteriorati senza scendere al di sotto dei limiti di capitalizzazione, e non possono ricapitalizzarsi perché di soldi in giro ce ne son pochi e quei pochi stanno pure scappando dagli investimenti bancari, facendo crollare il titolo delle maggiori banche del paese, Unicredit e Intesa, rispettivamente del 40 e 30 percento dall’inizio dell’anno. La situazione è talmente grave che Luigi Zingales arriva a proporre il ricorso all’ESM, come fece la Spagna per salvare le sue banche, ben consapevole che ciò comporta mettersi sotto la tutela della temuta Troika, tanto “tra essere governati dalla Germania o dalla Troika la differenza è poca.

Intanto, il braccio di ferro tra l’Italia e la Germania sul Fondo Europeo di garanzia sui depositi s’è risolto con uno stallo ed il proseguimento dello status quo, ovvero nessun fondo di garanzia europeo fintanto che le banche non si saranno liberate di una bella quota di titoli pubblici, che finora hanno potuto ascrivere a bilancio come denaro contante. Per le nostre banche (e per l’Italia) sarebbe la mazzata fatale, imbottite come sono di titoli di stato che, qualora venduti massicciamente, subirebbero un tracollo.

Tic tac, tic tac e l’orologio della Storia scandisce anche il progresso delle opposizioni politiche, quasi ovunque premiate da un voto di protesta contro la pretesa assenza di alternative. Alternative invece ce ne sono eccome, e quanto più distanti appaiono dall’establishment tradizionale, tanto più riscuotono successo tra la gente comune, che fatica sempre di più a mantenere il proprio tenore di vita. Everyone but Them. Chiunque tranne loro, quelli che ci hanno condotto a questo punto. Persino Hofer in Austria, o Trump in America. Crescono dappertutto in Europa i partiti sovranisti, aumentano gli euroscettici, e mentre l’eurobarometro non è mai stato così depresso, i leader al potere farneticano di accelerare l’integrazione, talmente distanti da non accorgersi delle crepe enormi, dell’immenso divario creatosi tra istituzioni e popoli d’Europa. “Più Europa”, è il mantra unico tra gli euroburocrati e l’establishment politico, recitato ad ogni apparizione pubblica, ma nell’intimo ormai tutti temono come andrà a finire.

Tic tac, tic tac, mentre le stagioni s’alternano, con il bel tempo l’esodo di migranti verso le coste italiane è ripreso alla grande, favorito dal caos libico, dalla chiusura della rotta balcanica e da ultimo i dissidi con l’Egitto. Oramai viaggiamo a ritmi di 150.000 arrivi l’anno, quest’anno forse saranno 200.000. Con la fine di Schengen, l’Italia e la Grecia rischiano di diventare i campi profughi d’Europa, e senza una soluzione efficace Matteo Salvini vedrà crescere esponenzialmente i consensi nel Paese, deve solo starsene lì buono ad aspettare. Come a Marine Le Pen in Francia resta da attendere meno di un anno prima di assistere al passaggio dei cadaveri socialista e gollista, destinati per loro scelta all’estinzione politica, come recentemente avvenuto in Austria.

Tic tac, tic tac, il tempo passa anche per Angela Merkel, alle prese con l’avanzata inarrestabile di AfD, la crescita di Pegida e la fronda interna al suo partito. Le elezioni amministrative dello scorso marzo sono state un cattivo presagio per la Cancelliera di ciò che potrebbe accadere alle elezioni politiche del prossimo anno, soprattutto se, per salvare l’euro e la UE, dovesse cedere ad alcune pressanti richieste dei partner. Sta arrivando il momento per la Germania di decidere quanto è disposta a pagare per la sopravvivenza dell’euro e dell’Unione.

Tic tac anche per Matteo Renzi, che ha ampiamente consumato il credito e le aspettative generate al suo rapido apparire sul proscenio politico, di cui ha approfittato per far ingoiare agli italiani le medicine amare prescritte da Draghi, Merkel e Junker. Le elezioni amministrative di domani potrebbero essere il campanello d’allarme per il PD e il centrosinistra, mentre il referendum d’ottobre sulla Costituzione rischia di essere la tomba politica di Renzi, essendosi personalmente scavato la fossa con la promessa di andare a casa in caso di sconfitta, da cui anche il PD non uscirebbe indenne. Dopo la disintegrazione del centrodestra, è giusto che pure il centrosinistra subisca la stessa sorte, avendo la sua quota parte di responsabilità nei governi e nelle scelte cruciali degli ultimi vent’anni. Probabilmente, della disgregazione del centrosinistra, ne beneficerà il M5S, a cui potrebbe andare il consenso degli italiani alle prossime elezioni politiche, specialmente se anticipate. Se poi questo sarà in grado di condurre il Paese attraverso acque agitate verso un futuro migliore, è tutto da vedere.

[This post has already been read 1400 times]

Comments are closed.