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Critica dei 20 punti per uscire dal buio indicati da Beppe Grillo

Beppe GrilloBeppe Grillo ha indicato sul suo blog 20 punti per uscire dal buio, vediamoli nel dettaglio:

1. Reddito di cittadinanza
Il tasso di disoccupazione in Italia viaggia verso il 12% della popolazione, ovvero a circa 5 milioni di cittadini andrebbe corrisposto un reddito minimo, mettiamo di 600 euro mensili, che comporterebbe un esborso per lo Stato di 36 miliardi di euro l’anno.

2. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa
Nel dettaglio servirebbe sbloccare i pagamenti arretrati da parte delle amministrazioni pubbliche (circa 70 miliardi di euro); imporre tempi di pagamento in linea con il resto d’Europa; semplificare la burocrazia; velocizzare le cause civili; ridurre il carico fiscale (IRES e IMU).

3. Legge anticorruzione
Inasprimento delle pene e potenziamento degli apparati investigativi

4. Informatizzazione e semplificazione dello Stato
Utilizzo di sistemi operativi e software open source; agenzia nazionale operante online con la massima trasparenza; commissione di esperti internazionali.

5. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti
Nulla da aggiungere, erano stati già aboliti con referendum, ma i partiti se li sono ripresi.

6. Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni
Forse bastano un po’ più di controlli da parte del fisco, senza introdurre altri strumenti discutibili.

7. Referendum propositivo e senza quorum
Il quorum andrebbe abolito per tutti i tipi di referendum. E’ comunque una modifica costituzionale.

8. Referendum sulla permanenza nell’euro
Andrebbe prima cambiata la Costituzione, che non consente referendum sui trattati internazionali, inoltre potrebbe dar luogo a manovre speculative e fughe preventive di capitali. Forse sarebbe il caso di avviare un franco dibattito nel paese per poi eventualmente agire con rapidità.

9. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
Significa dare attuazione all’articolo 71 della Costituzione; probabilmente basta una modifica dei regolamenti parlamentari.

10. Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti
Ok, ma degli oltre 13.000 dipendenti della Rai, che cosa accadrà?

11. Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato
L’elezione diretta può avvenire per preferenza o con i collegi uninominali, quale sistema adottare?

12. Massimo di due mandati elettivi
Mi sembra una regola troppo rigida, a mio avviso potrebbe essere un po’ ammorbidita, ad esempio: massimo di due mandati elettivi consecutivi.

13. Legge sul conflitto di interessi
Sacrosanta, una vera legge sui conflitti d’interesse va finalmente scritta e deve riguardare tutte le situazioni di conflitto, a partire dalle cariche sociali, gli incarichi professionali multipli, le commistioni tra economia, finanza e media, prendendo spunto dalle nazioni dove il problema è stato egregiamente regolato.

14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica
Detto così risulta alquanto generico. I fondi destinati a scuola e sanità sono misurati in percentuale sul PIL, secondo Eurostat  in Italia dal 2002 al 2011 hanno avuto il seguente andamento:

2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Sanità 6.3 6.4 6.7 6.9 7.1 6.8 7.2 7.6 7.5 7.4
Istruzione 4.7 4.8 4.6 4.7 4.6 4.6 4.4 4.6 4.5 4.2

Come si vede, la spesa maggiore per la sanità è stata pari al 7,6% del PIL nel 2009, mentre per l’istruzione la spesa maggiore è stata nel 2003, con il 4,8% del PIL. Basterebbe non scendere sotto quei livelli, ma soprattutto ottimizzare la spesa, colpendo gli sprechi.

15. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
Sarebbe un provvedimento dovuto, per il ripristino della concorrenza e del merito, tuttavia bisogna mettere in conto una qualche riduzione degli addetti nel settore della carta stampata, come conseguenza

16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza
Se si intende nei luoghi pubblici, la misura è abbastanza fattibile, previo superare il digital divide, portando la banda larga in ogni paese. Se invece si intende nelle abitazioni, la questione è più complicata, giacché il mercato è già in mano a diversi gestori privati. Però si potrebbero abbassare e uniformare le tariffe d’accesso alla rete.

17. Abolizione dell’IMU sulla prima casa
Mi sembra che su questo provvedimento ci sia un generale consenso anche tra le altre forze politiche. Andrebbe comunque mantenuta sugli immobili di valore elevato.

18. Non pignorabilità della prima casa
Se da parte del fisco, può anche essere ragionevole, ma per ciò che riguarda i debiti con privati, incluse le banche, è improponibile. Nessuno erogherebbe più mutui e prestiti ipotecari.

19. Eliminazione delle province
Tutti sono favorevoli, ma nessuno riesce ad attuarlo. Gli interessi dietro sono molto radicati e forse non sono nemmeno le provincie gli enti che sperperano più denaro pubblico. Magari andrebbero riviste le competenze delle regioni, ma si tratterebbe di una modifica costituzionale.

20. Abolizione di Equitalia
Si, d’accordo, ma poi le tasse sempre da qualcuno bisognerebbe farle riscuotere e gli oltre ottomila dipendenti di Equitalia si troverebbero a fare lo stesso lavoro sotto un altro ente. Piuttosto vanno riviste le procedure d’accertamento, di concordato, di rateizzazione e soprattutto ridotte sanzioni e interessi che rasentano l’usura. In ogni caso gli scaglioni fiscali andrebbero aumentati.

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11 Responses to “Critica dei 20 punti per uscire dal buio indicati da Beppe Grillo”

  1. Alberto Rossini ha detto:

    RISPOSTA ALLA DOMANDA n°10.
    Ai dipendenti RAI non succede nulla con 1 solo canale pubblico in chiaro se al canone RAI si desse un nuovo senso: (1) dovrebbe esistere solo 1 canale generalista RAI gratuito e visibile in chiaro a tutti. (2) Solo gli abbonati RAI, cioè chi paga il canone, dovrebbero poter vedere tutti gli altri canali RAI – come già accade per le pay tv. (3) Inoltre, all’Abbonato RAI dovrebbe essere permesso di usufruire di servizi esclusivi e personalizzati, come ad esempio un accesso riservato a tutto l’archivio storico RAI, da poter selezionare e archiviare a piacere suddividendo le preferenze per genere, anno, etc. Solo così l’Abbonato può sentirsi “in prima fila” e con un servizio in più rispetto a chi decide di non abbonarsi.

    In conclusione. E’ giusto che si paghi un Abbonamento, ma a condizione che esso corrisponda ad un vero servizio. Ed è anche giusto che sia l’abbonato a decidere il palinsesto, non i Partiti.

  2. Luca Schiavoni ha detto:

    Rai: ma nessuno ricorda che 24 milioni di SI, col quorum, nel 95 hanno chiesto la PRIVATIZZAZIONE?
    Abbiamo votato un referendum eh, abbiamo VINTO, col quorum.

    Quindi la proposta M5S è forse l UNICA, insieme a Giannino, a proporre un drastico taglio.

    In Europa non esiste nessun paese con un carrozzone come la Rai, pubblico, con 18 canali tv. Ma scherziamo ? Il servizio Pubblico è una rete, una radio, senza pubblicita’, SERIA, senza partiti dentro. E’ la BBC non Minzolini.

    il voto popolare è importante, abbiamo VOTATO (la lega era tra i promotori.. poi ha preferito metterci dentro i suoi. un motivo in piu per privatizzarla).

    ps – ci ho lavorato 10 anni, mi son licenziato. Coi soldi che costa allo Stato, cioe’ a NOI ,la RAI altro che 13mila posti di lavoro. Sveja. Ferrara DA SOLO prendeva 3mila euro al giorno per una trasmissione che portava via telespettatori ..

  3. michele ha detto:

    600 euro per 5 milioni fanno 3 miliardi non 36 miliardi.avrà fatto pure lui le serali

    • ebe ha detto:

      che dice, vogliamo moltiplicare per 12 mesi oppure no? che c’entra insultare con le serali? se lei ha fatto le mattutine ora qualcuno deve insultare le mattutine per ribattere acido al suo commento acido?

      • Federico ha detto:

        Scusate se mi intrometto ma io ai 32 miliardi ne toglierei circa 7 che sono il 21 percento di IVA che, con gli acquisti, tornerebbero nelle casse dello stato. Ok non subito, ma comunque ritornerebbero.

  4. Max ha detto:

    600 euro per 5 milioni fa 3 miliardi…non 36… ma dico io, da dove arriva questo 36 poi?
    Usare una calcolatrice se non ci si arriva usando la testa.

    2 mandati elettivi e basta. Non capisce che tutto e’ fatto per cambiare?
    Basta ai “professionisti” della politica. 2 mandati massimo, poi si lascia posto a gente nuova, idee nuove… questo si cambia ricambio.

    • ebe ha detto:

      Lei probabilmente ha usato la calcolatrice per arrivare a 3 miliardi e poi ha “usato” la testa per l’insulto che ha aggiunto subito dopo. Se invece avesse semplicemente moltiplicato per 12 mesi (con calcolatrice o senza) si sarebbe risparmiato un insulto gratuito e un intervento imbarazzante.

  5. pablito82 ha detto:

    Sul punto 12 (che reputo uno dei principi cardini del M5s) non mi trova granchè daccordo….nel senso che lei propone una soluzione tipica della mentalità partitica oramai diffusa nella maggioranza degli Italiani….infatti la rivoluzione sta proprio li….finirla con la carriera politica, cambiare il modo di interpretarla…facendola diventare un passaggio di impegno civico, limitato nel tempo…

  6. Alberto Rossini ha detto:

    Per rispondere alla critica del punto N°1.

    A) Credo che il calcolo dei 5milioni sia in eccesso. Questo documento ufficiale del Governo Italiano (Lug.2012) parla di 2.764.000 disoccupati ovvero quasi la metà di quelli che sono stati stimati in questo articolo.
    http://www.governo.it/GovernoInforma/giovani/dati_istat/allegati/occupati_e_disoccupati_072012.pdf

    B) Secondo l’ultimo rapporto di CONFESERCENTI: “nella spesa pubblica sprechi per 70 mld”.
    http://www.ilmondo.it/finanza/2013-02-05/confesercenti-nella-spesa-pubblica-sprechi-70-mld-1-update_192103.shtml

    CONCLUSIONE: il punto N°1 è da considerarsi una linea guida e non un punto da eseguire ciecamente. Ciò significa che il “Reddito di Cittadinanza” è la migliore garanzia che l’Italia assomigli al resto del mondo efficiente e civilizzato.
    Nel tempo di una legislatura si potrebbero non solo diminuire gli sprechi ma anche il numero dei disoccupati e di conseguenza la spesa derivante dal “reddito di cittadinanza”. Inoltre, tale forma di sussidio (che esiste in quasi tutti i paesi simili all’Italia) sarebbe in grado di rilanciare i consumi e le conseguenti entrate dello Stato.

    Servono ovviamente controlli severi che colpiscano i grandi sprechi e i grossi capitali. Inoltre è necessaria una costante verifica dell’efficienza della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.

    Servono anche i “Guardiani del Parlamento” che facciano una dura opposizione agli sprechi del Palazzo.

    • Charler ha detto:

      Dia retta a me, qualora fosse istituito il reddito di cittadinanza gli aventi diritto non sarebbero meno di 5 milioni.

      • Alberto Rossini ha detto:

        I fatti non sono opinabili. Specie quando si parla di cifre, ci si deve attenere a dati che devono corrispondere il più possibile al vero o a fonti ufficiali. Con la presunzione si va poco lontano.

        Nel nostro paese serve rigore in tutti i campi, compreso quello delle ipotesi.