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Cronache Zurighesi

CyprusNella foresteria in cui ho preso temporaneamente alloggio, in un paesino ad una trentina di chilometri a sud di Zurigo, vi sono altri quattro ospiti. Tre sono lavoratori tedeschi venuti a guadagnare meglio che a casa loro, approfittando della lingua comune e della bassa tassazione elvetica. Parlano solo tedesco e conducono una vita appartata, cucinando alla sera da soli delle pestilenziali pietanze che mangiano ciascuno nella propria camera. Un altro ospite è un ingegnere civile greco, un po’ più giovane di me, che ha vissuto 15 anni in Germania per poi tornare in Grecia alcuni anni fa, parla bene sia il tedesco che l’inglese, oltre a capire un po’ l’italiano. Con lui la comunicazione si è subito stabilita, sarà un luogo comune, ma tra popoli mediterranei ci si intende meglio, non fosse altro che per una innata estroversione. Nel nostro caso poi ci accomuna anche la crisi economica nei nostri paesi, che ha spinto entrambi a cercare lavoro all’estero. Si chiama Isaac ed è in Svizzera già da tre mesi, ci scambiamo notizie ed impressioni, e mi ha confermato le drammatiche condizioni di vita in cui sono precipitati moltissimi greci.

Qui in Svizzera invece la crisi non si sente, l’economia va a gonfie vele ed il denaro gira alla grande. Il settore delle costruzioni è in buona salute, lo si intuisce dall’abbondanza di cantieri al lavoro. Isaac dice che con il precedente di Cipro ci sarà sempre più denaro in fuga dalle banche dei PIIGS e diretto in quelle svizzere. Come dargli torto?

A proposito di Cipro, credo che ormai l’eurozona sia al capolinea, con la BCE che attua d’autorità il “blocco monetario” dell’isola. Anche Paul Krugman senza perifrasi, dice apertamente che Cipro dovrebbe lasciare l’eurozona al più presto.

I risparmiatori e i correntisti tutti dei paesi del sud Europa cominciano a chiedersi se i loro soldi siano ancora al sicuro nelle banche. Se gli stati nazionali garantiscano ancora i depositi bancari fino ad un certo importo, o se piuttosto l’Europa, con il cannone della BCE puntato, non possa imporre a qualsiasi stato un salasso dai conti correnti bancari.
Meglio allora ritirare i propri risparmi e sotterrarli al sicuro. O investirli in qualcosa di concreto e rivendibile, come pare abbia fatto qualche risparmiatore cipriota.

Infine ricordiamoci che quando parliamo della crisi di Cipro, ci riferiamo ovviamente alla metà greco-cipriota che ha aderito all’eurozona, mentre l’altra metà turco-cipriota non sembra soffrire di particolari problemi economici, almeno non più del solito.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore