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Le riforme sinistre

renzi-obamaLe chiamano riforme ma intendono restaurazione. E’ la Neolingua prevista da George Orwell, che ha sostituito spedizioni militari con missioni di pace, nemico con terrorista, oligarchia con democrazia.

Le riforme che tutti i governi occidentali prima invocano e poi attuano non hanno nessun effetto sullo sviluppo economico e quindi sulla crescita, come l’evidenza dimostra (di cui è costretto a prendere atto anche il FMI nel suo ultimo World Economic Report). Servono solo a riportare indietro le lancette del conflitto sociale al 1800, quando merci e capitali godevano di piena libertà di movimento ed i padroni dettavano le condizioni di lavoro in assenza di sindacati. Quando lo Stato era molto meno invasivo nell’economia e nei rapporti di lavoro. E quando la politica era appannaggio esclusivo delle classi abbienti.

Le vere riforme furono invece quella agraria, che tolse le terre ai latifondisti per darle ai contadini, o quella sanitaria, che estese il diritto alle cure gratuite a tutta la popolazione, o ancora quella dell’istruzione, che garantì il diritto allo studio anche a chi non aveva i mezzi economici.

Quelle che s’invocano e si realizzano oggi non sono riforme, non estendono diritti né distribuiscono ricchezza. Al contrario riducono i diritti e consentono a chi ha già tanta ricchezza di accumularne facilmente ancora di più.

Queste riflessioni mi sono sorte spontanee questa mattina, leggendo una frase del presidente USA, Barack Obama, alla conferenza stampa con il nostro premier Renzi, ieri a Washington: “La Grecia deve cominciare a prendere decisioni dure”. Perché, cosa ha fatto finora? Secondo l’OCSE la Grecia ha attuato più riforme tra i paesi occidentali industrializzati dal 2007, ed infatti ora si ritrova in bancarotta e con una povertà dilagante.

Il triste di questa realtà è che sono proprio i leader che si collocano a sinistra nei paesi capitalisti a perseguire la più bieca restaurazione, ingannando spudoratamente quella parte di popolazione che ancora crede che i partiti di sinistra siano portatori di valori quali l’uguaglianza, la giustizia e la solidarietà, e che quindi operino per una più equa distribuzione del benessere e della libertà.

Ahi, poveri illusi! La Quarta Guerra mondiale è stata vinta non da nazioni ma da classi sociali, ovvero quelle più abbienti. Essa è stata combattuta negli ultimi decenni essenzialmente all’interno dei paesi capitalisti, usando l’arma della delocalizzazione della produzione nei paesi poveri del mondo per incrementare profitti e potere, e al tempo stesso piegare le classi lavoratrici nei paesi ricchi (e nella classe lavoratrice includo a pieno titolo anche i piccoli imprenditori, che dalla globalizzazione hanno ricavato più danni che benefici). La crisi economica iniziata nel 2007-8 rappresenta il momento di maggiore predominio nel conflitto da parte dei super-capitalisti, che hanno approfittato di questa fase di estrema debolezza sociale per accumulare ancora più profitti a danno delle classi medie, andate progressivamente impoverendosi, nonché serrare le società in una morsa di controllo mediatico e politico, entrambi ottenuti grazie al potere del denaro. La politica ha bisogno dei media per ottenere visibilità e consenso, ed i media sono detenuti dalla oligarchia ricca che conseguentemente controlla quasi in toto la politica. Destra, Sinistra e Centro indifferentemente e quasi ovunque nel mondo. Ma a sinistra è senz’altro dove si è deragliato di più dai propri principi.

Post scriptum: Obama ha chiesto a Renzi di prolungare la permanenza del nostro contingente militare in Afganistan, e Renzi ha obbedito. Del resto il premio nobel per la pace Obama aveva promesso agli americani di riportare a casa i soldati dall’Afganistan nel 2014. Quelli americani però, non quelli degli ascari.

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