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L’Europa salassata

L’Europa mi ha sorpreso con la sua resilienza politica – la volontà dei paesi debitori di sopportare la sofferenza apparentemente senza fine, la capacità della BCE di fare quel tanto che basta, solo all’ultimo minuto, per calmare i mercati in cui la situazione finanziaria sembra sul punto di esplodere. Ma le politiche di austerità hanno funzionato esattamente secondo copione – cioè quello keynesiano, non certo quello rigorista. Ripetutamente, “responsabili” tecnocrati spingono i loro popoli ad accettare la medicina amara dell’austerità, ripetutamente, non riescono a produrre risultati. L’ultimo caso in questione è l’Italia, dove Mario Monti – un bravo ragazzo, profondamente sincero – abbandona in anticipo, in ultima analisi, perché le sue politiche stanno portando l’Italia in depressione. (E sì, per la cronaca, questo significa che l’Italia non potrà realizzare il “full Monti“. [Gioco di parole tra l’agenda Monti ed il film Full Monty di Peter Cattaneo. Ndt])

Allora, qual è la risposta? Mantenere la rotta, dicono gli eurocrati. Funzionerà da un giorno all’altro – la fata fiducia è in arrivo!

Kevin O’Rourke ha ragione: l’Europa è diventata il continente in cui i tempi migliori sono sempre dietro l’angolo.

E’ proprio come la medicina medievale, dove si salassavano i pazienti per curare i loro disturbi, e quando i salassi li facevano peggiorare, si salassavano ancora di più.

Paul Krugman © New York Times dell’11 dicembre 2012

(traduzione di Bruno Genovese)

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