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Pentiti Eugenio

ScalfariL’editoriale di Eugenio Scalfari su La Repubblica di ieri contiene una conclusione che mi ha lasciato un po’ interdetto. L’epilogo del suo pezzo recita:

“La cultura europea, per tornare e chiudere su quel tema, esiste e non da oggi. Ora però è arrivato il momento di costruire l’Europa. Non c’è niente da buttar via ma molto da costruire cambiando. Ci vuole un motore che inneschi costruzione e cambiamento procedendo nel rispetto della libertà, della giustizia sociale, della fraternità e della partecipazione. La Germania dovrebbe essere quel motore. Occorre che se ne convinca perché ormai il momento della scelta è arrivato. Tutti quelli che consentono e conoscono i temi del problema facciano blocco per convincerla oppure mettano in gioco alternative con chi ci sta aspettando che i ritardatari si aggreghino. Due diverse velocità è rischioso ma è diventato ormai inevitabile. L’Italia dev’essere con l’avanguardia conservando e cambiando.”

Al di là delle esortazioni retoriche, ciò che mi ha colpito è la possibilità, espressa per la prima volta, di “mettere in gioco delle alternative con chi ci sta, aspettando che gli altri si aggreghino”Quali sono queste alternative, Scalfari lo precisa nella frase successiva. “Due diverse velocità è rischioso ma è diventato ormai inevitabile”. Ovvero un doppio euro per un’Europa a due velocità. A chi rivolge il suo invito Scalfari? Lo scrive poco prima: “Tutti quelli che consentono e conoscono i temi del problema”, costoro (Letta?, Napolitano? sembra quasi un messaggio in codice) sono esortati a fare blocco per convincere la Germania, oppure dividere in due l’eurozona, “perché ormai il momento della scelta è arrivato”.

Sbaglierò, ma mi sembra proprio un cambiamento di rotta rispetto alla difesa ad oltranza dell’euro così com’è ed alla richiesta ossessiva di più Europa. Forse che anche Scalfari si stia avvedendo del baratro nel quale stiamo precipitando grazie alla rigidità della moneta unica? (La speranza è sempre l’ultima a morire).

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore