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Comitato Nazionale di Liberazione dall’euro

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Lungi dall’essere risolta, la crisi greca sta avendo l’innegabile merito di fare aprire gli occhi a molti europei, soprattutto quelli dei paesi periferici, afflitti in misura diversa dagli stessi problemi greci. Non è un caso che i sondaggi registrino ovunque la crescita delle posizioni euroscettiche. In Italia la vicenda greca ha definitivamente spazzato via le illusioni di quella sinistra che ha coltivato l’ideale internazionalista contro un nazionalismo che da noi è stato sempre vessillo della destra fascista. Ideale che si è fatto totalmente coincidere con l’integrazione europea, salvo sentirsi sempre più a disagio con le regole ultra-liberiste che la costruzione europea andava diffondendo nel continente. Quella sinistra che per troppo tempo ha invocato un cambio di paradigma nell’impianto europeo, illudendosi come Tsipras che un altro euro fosse possibile, ora sta rapidamente prendendo atto della dura realtà dei fatti e, come sempre accade in questi casi, dall’illusione si passa alla delusione.

Bene, era ora! Adesso che s’è aperto il dibattito, che l’euro non è più un tabù, prendiamo atto che il mito della sua irreversibilità è stato abbattuto proprio dalla Germania. Così come prendiamo atto che, celata dall’ipocrisia, la realtà è che ogni governo pensa prima ai propri interessi elettorali, dopo a quelli economici del proprio paese e poi forse, se ce n’è d’avanzo, alla casa comune europea. Allora, se quest’Europa deve avere per guida la regola del beggar thy neighbour (in culo al proprio vicino), sarà il caso che anche noi ci attrezziamo.

Nessuno può sapere come quest’esperimento monetario si concluderà, ma ciò che è sicura è la sua fine, determinata da una disfunzionalità che ha prodotto impoverimento e sofferenza in tempo di pace oltre ogni ragionevole limite, anche se una élite privilegiata ne ha tratto notevoli vantaggi.

Potrà essere una fine morbida e concordata, oppure traumatica e caotica. In ogni caso, il dovere di chi ha cuore il futuro del nostro Paese è quello di preparare l’evento in modo che provochi il disagio minore alla popolazione. A tal proposito potrà tornare utile l’esperienza greca, alle prese con la stretta di liquidità operata dalla BCE, e le sue banche al limite del collasso.

Nel caso peggiore, il ripristino della nostra sovranità monetaria e politica andrà strappato con i denti, in uno scontro dove il nostro popolo dovrà dare estrema dimostrazione di compattezza ed unità d’intenti. Forse, considerando anche in ciò la parabola di Syriza, una maggioranza legittimamente espressa dal voto democratico, non è lo strumento migliore per combattere questo scontro. Magari converrà rifarsi all’esperienza della Resistenza, guidata da un Comitato Nazionale di Liberazione, espressione di tutti i partiti e movimenti che s’opponevano al fascismo, presieduto da una personalità al di sopra dei partiti, con riconosciuti meriti e capacità.

Come quell’uomo di scienza che da quasi un lustro ha intrapreso solitario una battaglia di verità ed un’opera meritoria di divulgazione, mettendo a rischio la sua carriera accademica e la sua reputazione, andando contro il pensiero mainstream. Un economista stimato, ottimo divulgatore e bravo umanista, che non ha mai disdegnato il dialogo con tutti, ma senza lasciarsi strumentalizzare da nessuno. Un convinto keynesiano con idee autenticamente socialiste, pur senza essere un marxista anticapitalista e rivoluzionario.

Insomma, Alberto Bagnai.

 

Links: Paolo Becchi

Andrea Magoni, Pier Paolo Dal Monte, Ugo Boghetta

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