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La nuova dracma

dracmaQuali sono le difficoltà connesse all’introduzione di una nuova moneta in Grecia? In primis occorre affrontare il problema della stampa e della distribuzione della nuova divisa nella quantità sufficiente a far andare l’economia di base. Mentre per ciò che riguarda depositi, titoli di credito, mutui e quant’altro obblighi ad un pagamento, stipulato in euro, con un decreto governativo può essere istantaneamente convertito nella nuova moneta, il denaro contante necessario per la vita quotidiana della stragrande maggioranza della popolazione, non può essere creato per decreto. Per avere un’idea, lo stesso ex ministro Varoufakis in un intervento su The Guardian dello scorso 10 luglio ci dice che:

To exit, we would have to create a new currency from scratch. In occupied Iraq, the introduction of new paper money took almost a year, 20 or so Boeing 747s, the mobilisation of the US military’s might, three printing firms and hundreds of trucks.

(Per uscire, dovremmo creare una nuova moneta da zero. Nell’Iraq occupato, l’introduzione della nuova carta moneta ha richiesto quasi un anno, 20 o giù di lì Boeing 747, la mobilitazione della potenza delle forze armate Usa, di tre aziende di stampa e centinaia di camion)

Si tratta di stampare il contante (in vari tagli) necessario a far funzionare l’economia di base per una popolazione di undici milioni di persone. Ad esempio, 110-150 milioni di nuove banconote ed altrettante monete metalliche corrispondono ad una media di 10-15 banconote ed altrettante monetine (indipendentemente dal loro valore) per ciascun abitante, bambini inclusi. Quanto occorre per produrre 200 milioni di pezzi tra banconote e monetine? Di sicuro non pochi giorni. Questo tipo di produzioni vengono di solito affidate mesi prima in gran segreto a particolari aziende specializzate nella stampa di banconote e conii metallici (alcune tra le più affidabili e discrete si trovano in Svizzera). Poi si tratta di farle arrivare in patria tramite alcuni voli speciali e quindi distribuirle alle banche, nel frattempo necessariamente nazionalizzate, mentre bancomat e distributori automatici sono riprogrammati per la nuova moneta. Operazioni queste che possono richiedere anche pochi giorni, se ben coordinate.

Dunque il primo grande ostacolo è superabile solo se il governo ha avuto l’accortezza di avviare nel massimo riserbo la produzione della nuova moneta con almeno tre o quattro mesi d’anticipo. Altrimenti resta soltanto la strada dell’immissione graduale della nuova moneta in regime di doppia circolazione, per un tempo indefinito.

Il secondo ostacolo che il Paese si troverà ad affrontare sarà quello degli approvvigionamenti. La Grecia importa molti beni e ne esporta pochi, la nuova valuta non potrà essere usata per il pagamento delle sue importazioni e nessuno sarà disposto a farle credito per un po’. Le servirà quindi valuta forte, essenzialmente euro, per far fronte all’importazione di quei beni essenziali, quali petrolio, cibo e medicine. Tutti gli euro che i cittadini greci hanno ritirato dai propri depositi negli ultimi mesi (qualche decina di miliardi) dovrebbero essere forzosamente convertiti dallo Stato, contestualmente al divieto di esportazione di valuta. Non sarà semplice, una volta entrata in azione la Legge di Gresham, farsi dare gli euro nascosti dai greci, ma essi dovranno comprendere che fino a quando il Paese non tornerà in pareggio nella bilancia dei pagamenti, l’unico modo di acquistare beni esteri è con gli euro messi da parte da ognuno.

La nuova dracma si svaluterà di un bel po’, prodotti, servizi e patrimoni varranno meno rispetto all’eurozona ed anche al resto del mondo, ciò renderà di colpo più competitivi beni e servizi greci, con benefico effetto sulla bilancia dei pagamenti. Nel contempo il prezzo dei prodotti d’importazione crescerà, limitandone la domanda da un lato e rimettendo in gioco i produttori locali, dall’altro.

Seguendo l’esempio islandese, con una moratoria sul suo debito, la Grecia potrebbe in 12-18 mesi rimettersi in piedi e riprendere il cammino sulle proprie gambe. Molto potrebbe dipendere dalla previdenza del suo governo, con l’avvio segreto della produzione di moneta. Altrimenti il processo sarà necessariamente più lungo e doloroso, con maggiori difficoltà nel reperimento del contante in euro per le importazioni, ed un regime di doppia circolazione monetaria che rischia di diventare permanente.

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