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La trappola dell’Europa

Ci sono molti rischi per l’economia mondiale in questo momento – una possibile brusca frenata cinese (i governi locali dipendono pesantemente dalle vendite di terreni per le entrate? Oh, cavolo), una crisi finanziaria in Russia e in altri paesi esportatori di petrolio, ecc.. Ma una cosa non è un rischio, perché è già accaduta: l’area euro è entrata in una trappola deflazionistica in stile Giappone.

No, non è letteralmente la deflazione a livello di EA, ma questo non importa – un’inflazione leggermente positiva o lievemente negativa con tassi di interesse già a soglia zero, è essenzialmente la stessa cosa. Inoltre, l’Europa meridionale ha ancora bisogno di notevoli quantità di “svalutazione interna” – cioè, deve ancora ridurre i costi e prezzi relativi alla Germania – in modo tale che un basso tasso globale d’inflazione dell’area dell’euro significa deflazione distruttiva in gran parte del continente.

E se si guarda alla previsione implicita del mercato, questa è veramente disastrosa. In questo momento, le obbligazioni tedesche a 5 anni offrono un rendimento pari a zero – una previsione implicita delle imprese che l’Europa sarà in una trappola della liquidità per il prossimo futuro, mentre gli indici dei titoli a 5 anni stanno fruttando circa -0,35 per cento. Questo ci dice due cose: gli investitori vedono così poco in termini di opportunità di investimento redditizie che sono disposti a pagare il governo tedesco per proteggere la loro ricchezza, e si aspettano qualcosa come lo 0,3 per cento d’inflazione nel corso dei prossimi cinque anni, che è catastroficamente sotto l’obiettivo.

Come dovrebbe finire? Mi piace e ammiro Mario Draghi, e credo che stia facendo del suo meglio. Ma è davvero difficile vedere come la BCE possa guadagnare abbastanza trazione qui per risolvere il problema, anche se non ha affrontato il dissenso interno tra i tipi del denaro difficile.

Quindi non pensate che l’Europa abbia una strategia economica difficile, ma praticabile, messa in pericolo dagli elettori greci e così via. L’Europa è in un vicolo cieco; se non altro, la Grecia sta facendo un favore al resto d’Europa suonando un campanello d’allarme.

Paul Krugman © The New York Times

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