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Lettera aperta ai nostri sovrani

calciOnorevole Presidente del Consiglio, onorevoli Ministri, onorevoli Parlamentari, onorevoli tutti voi che siete i nostri sovrani,

ciò che davvero non riesco a comprendere, nonostante mi sforzi di farlo, è il motivo profondo, la ragione fondamentale, che vi spinge in questo particolare momento storico, a voler riformare la nostra Carta Costitutiva e al contempo la legge elettorale.

Qual è l’urgenza che preme per una diversa architettura istituzionale, a meno di settant’anni dalla sua definizione? Forse che questa architettura dal bicameralismo perfetto ha impedito all’Italia in macerie di arrivare ad essere la quinta potenza economica mondiale? E’ forse stata la presenza del Senato elettivo che ha impedito al Centrodestra e Centrosinistra di farsi equamente carico del governo e del sottogoverno del Paese negli ultimi vent’anni? Non è stato proprio dal Porcellum, finalmente emendato dalla Consulta, che è scaturito questo Parlamento che pretende di modificare ciò che la Suprema Corte ha costituzionalmente legittimato?

Qual è insomma l’inderogabile necessità che richiede un così profondo e urgente intervento sulla nostra Costituzione? E’ forse l’impossibilità di governare? Ma fatemi il piacere, mai come in questi ultimi tempi la classe politica, Napolitano in testa, hanno fatto il buono ed il cattivo tempo, incuranti del voto e del sentire popolare, oltre che degli interessi delle classi subalterne. Mai come in quest’ultimo periodo la nomina del Governo è stata appannaggio del Sovrano, mai come ora gli interessi forti hanno avuto loro diretti esponenti tra le fila dei ministri, e mai come ora il Paese è rimasto così inerte e soggiogato, come neppure al tempo di Berlusconi dominus delle TV.

Cosa volete di più? La dittatura? Vi state ritagliando una legge elettorale che conserverà intatto il potere delle segreterie dei partiti di nominare i candidati, senza che i cittadini possano esprimere preferenze. Una legge che prevede soglie di sbarramento che terranno fuori dalla rappresentanza politica milioni di cittadini. Che forza ad un ballottaggio all’americana, alieno alle tradizioni politiche italiane.

Volete privarci della possibilità di rivedere le leggi in un secondo passaggio, che i nostri costituenti ritennero fondamentale e che tanti meriti ha avuto in passato. State progettando un Senato di nominati e non già di eletti dal popolo, come avveniva più di un secolo or sono, che godranno dell’immunità e risponderanno solo alle proprie consorterie, ben più di quanto già non accada ora.

Pensate davvero che queste sono le vere urgenze per il popolo? Quel popolo che sta soffrendo il lento ma inesorabile declino che in un quarto di secolo ci ha visto regredire dal quinto al nono posto tra le maggiori economie, e che negli ultimi anni di crisi s’è andato intensificando, riportandoci ai livelli di reddito di un quarto di secolo fa. Non è forse il dramma della disoccupazione che s’espande inesorabilmente, trascinando nell’indigenza migliaia di famiglie, il reale assillo di milioni di italiani?

Ma voi sapete bene che per questi problemi non v’è soluzione possibile senza violare i trattati europei. E voi non volete violare i trattati, quegli stessi trattati che tanti vantaggi hanno portato a quei soggetti economici forti, che vi sostengono e vi foraggiano.

Allora sapete cosa penso? Penso che ci state solo distraendo con questa storia delle riforme istituzionali, che un po’ servono a coprire le riforme che premono davvero all’Europa, ma che si scontrano con l’innato corporativismo italico, e un po’ tengono impegnata l’opinione pubblica sempre più sfiduciata (come dimostra il crescente astensionismo elettorale) con defatiganti discussioni su modifiche che, probabilmente, non vedranno mai la luce, e se la vedranno, sarà comunque troppo tardi affinché i loro effetti, ammesso che ne abbiano di positivi, incidano sulla vita reale della gente comune, che nel frattempo, spero, vi avrà preso a calci nel culo.

 

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore