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Qualcosa sta cambiando

Silvio Berlusconi, condannato definitivamente, non è più in Parlamento. Il suo partito ha subito una scissione e nei prossimi mesi sarà dura per lui fare campagna, ma anche Alfano senza le TV non se la passerà meglio. Il piccolo partito di Monti s’è diviso e Casini è tornato per conto suo. Nel frattempo la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il Porcellum e riportato il sistema elettorale alle origini proporzionali. Matteo Renzi ha stravinto le primarie del PD e s’appresta a sostituire la vecchia nomenclatura, vedremo presto se lo farà davvero, con il rischio concreto che il partito segua l‘esempio del PDL e si spacchi in due. Le piazze si vanno di nuovo riempiendo di gente esasperata che grida la propria protesta ad una classe politica sempre più incartata.
Anche nell’agorà moderno, ovvero la TV, che è ancora il mezzo d’informazione più utilizzato dagli italiani, si sentono ormai correntemente analisi ed opinioni decisamente eterodosse, ignorate fino a poco tempo fa, soprattutto riguardo diagnosi e terapie della crisi economica. Analisi che mettono in discussione le politiche europee di austerità, i vincoli dei trattati comunitari e la moneta unica. Un flusso di idee nato in rete già da alcuni anni, sta ora trovando sbocco nella società reale, favorito dal peggioramento delle condizioni economiche di vasti strati della popolazione e dall’avvitamento di una classe politica che non ha saputo rispondere alla forte istanza di cambiamento espressa dagli italiani alle elezioni di febbraio, arroccandosi dietro la replica della formula che aveva sostenuto Mario Monti e bocciata dagli elettori. La vecchia classe politica, in buona parte coincidente con la nomenclatura del PD, ha voluto resuscitare Napolitano e cercare l’accordo con Berlusconi, piuttosto che riconoscere la sconfitta e passare la mano, ed ora assiste attonita alle conseguenze dei propri reiterati errori.
Le prossime elezioni europee si preannunciano in discesa per i movimenti euro-scettici, il PD è il portabandiera dell’Europa in Italia, arginare il malcontento diffuso sarà una bella impresa, soprattutto nella stretta della tenaglia d’opposizione Grillo-Berlusconi. Sarà una bella impresa anche per Matteo Renzi portare avanti le riforme annunciate in un Parlamento, che secondo significative forze politiche esce delegittimato dalla sentenza della Corte Costituzionale. Anche la più urgente tra le riforme, la legge elettorale, ha scarsissime probabilità di vedere la luce in tempi brevi, dal momento che il proporzionale reintrodotto dalla Consulta fa comodo a molti che nel bipartitismo stavano stretti, e ora pensano che se proprio si deve votare presto, meglio avere le mani libere senza sbarramenti pericolosi.
Abbiamo perso ulteriore tempo nel gioco del cerino portato avanti da Napolitano, è bene che a questo punto il presidente valuti obiettivamente le conseguenze delle sue scelte e la loro rispondenza al bisogno di cambiamento che pervade la società, e tragga le logiche conclusioni, passando finalmente anche lui il testimone.

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Pubblicato da Rosso Malpelo

Libero pensatore